E.ON, il più grande colosso energetico tedesco, ha stupito il mondo intero con un annuncio destinato a cambiare gli assetti del mercato elettrico globale. L’azienda ha infatti deciso di abbandonare il gas naturale, il carbone e il nucleare per puntuare tutto sulle energie rinnovabili.

Questa operazione si compierà attraverso una ristrutturazione societaria che separerà il settore dei fossili dagli investimenti nelle fonti pulite, creando una nuova azienda che si occuperà esclusivamente di efficienza energetica, smart grid e produzione di energia rinnovabile. La scissione, secondo quanto riferito dall’azienda, avverrà nel 2016 e non comporterà tagli occupazionali. Quaranta mila dipendenti resteranno nella società attuale, mentre altri 20 mila confluiranno nella nuova azienda.

La decisione della E.ON nasce dall’esigenza di restare competitivi sul mercato, in un momento storico decisivo per la transizione energetica della Germania verso le fonti rinnovabili. Il Governo tedesco ha infatti pianificato di abbandonare il nucleare entro il 2022, portando la fetta di energia coperta dalle rinnovabili al 35-40% entro il 2025.

Gli obiettivi a lungo termine della Germania sono ancora più ambiziosi: entro il 2035 le rinnovabili dovrebbero coprire il 55-60% della produzione totale di energia elettrica, percentuale destinata a salire ulteriormente entro il 2050 fissandosi a oltre l’80%. La Germania è la nazione europea in cui la transizione energetica verso le rinnovabili sta avendo vita più facile. Basti pensare che oggi ben un quarto dell’elettricità generata nel Paese è coperta dalle fonti pulite. In Francia la percentuale è di appena il 4,8%.

La decisione della E.ON sarà seguita da molti altri colossi energetici. La RWE e la EnBW hanno già annunciato piani simili. Maria van der Hoeven, direttrice esecutiva dell’International Energy Agency, ha spiegato che la decisione della E.ON è un segno tangibile della rivoluzione energetica che rimodellerà i mercati nei prossimi anni:

Penso che sia molto incoraggiante che una così grande compagnia stia cambiando direzione perché quando guardiamo la quota di energia elettrica prodotta non osserviamo alcuna crescita. La domanda non sta aumentando in Europa e se le aziende vogliono rimanere in attività devono fare qualcosa al riguardo. Credo che la decisione di E.ON sia una mossa molto interessante.

3 dicembre 2014
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I vostri commenti
vittorio, mercoledì 3 dicembre 2014 alle19:06 ha scritto: rispondi »

e' mai possibile che l'ITALIA , paese benedetto da DIO , che' ci ha dato: monti, colline ,mare ,fiumi, coste, sole , vulcani , tutti elementi che possono essere messi a disposizione per la produzione di energia pulita . certo un piano di lavoro enorme, giusto per mettere l'ITALIA al lavoro , cosi' i ns giovani non sarebbero obbligati a trasferirsi all'estero per lavorare. ma sappiamo quanto costa preparare i ns giovani al diploma o laurea? , be' poi li regaliamo agli altri paesi. Ma i ns politici come fanno a non capire che il ns futuro e' quello , sono cosi' ottusi o hanno altri interessi , oltre quello di rovinare il PAESE? Ormai il paese si e' quasi svuotato di fabbriche importanti ..se non rimettiamo l'ITALIA al lavoro ,come faranno i ns politici a succhiare gli stipendi da favola che hanno oggi . Percio' vi consiglio ,non fatelo per gli italiani fatelo per il vs stipendio. mettete l'ITALIA al lavoro.

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