Un concorso per scegliere l’animale più brutto del mondo, un modo per sensibilizzare sulle specie in via d’estinzione meno conosciute. A vincere l’edizione 2013 del singolare contest organizzato dalla Ugly Animal Preservation Society è il blobfish, un pesce degli abissi che somiglia molto a Jabba The Hutt di Guerre Stellari.

La simpatica iniziativa, organizzata nel Regno Unito in collaborazione con National Science Engineering Competition, si propone di incoraggiare “i giovani a farsi coinvolgere nei progetti di conservazione, così come nella promozione di animali il cui viso può essere amato solo dalla loro madre”. Sì, perché è molto facile dichiararsi amanti degli animali solo se i soggetti in questione sono degli adorabili gattini, dei fedeli cani o dei meravigliosi orsetti, più complicato lo è quando tali specie generano orrore o ribrezzo. Ogni essere vivente, invece, ha il diritto di essere preservato indipendentemente dall’aspetto. Così spiega Simon Watt, presidente a vita della Ugly Animal Preservation Society:

Per molto tempo gli animali carini e pelosi hanno occupato la ribalta e ora centinaia di specie si sono estinte solo perché dolorosamente brutte.

Il blobfish ha ricevuto ben 795 voti sugli oltre 3.000 totali espressi dai navigatori che hanno deciso di partecipare al concorso, aggiudicandosi così la fascia di animale più brutto del 2013. Il pesce abita le acque profonde dell’Australia e della Tasmania e, quasi del tutto privo di muscolatura, rimbalza letteralmente sui fondali grazie al suo corpo gelatinoso. Proprio per il fatto di abitare solo e unicamente i fondali, dove si nutre di plancton e rifiuti di altre specie, l’ha reso particolarmente a rischio: il blobfish è infatti spesso catturato dalle reti a strascico delle navi da pesca, dove rimane impigliato e dove trova la morte man mano che si risalgono gli abissi, spesso prima ancora di uscire dall’acqua.

13 settembre 2013
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, venerdì 13 settembre 2013 alle23:19 ha scritto: rispondi »

A parer mio, il poveretto viene deformato dal brusco cambiamento di pressione, che lo fa gonfiare e sfigurare. Sarebbe interessante vederne le reali sembianze nel suo habitat naturale.

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