Il buon Andrea Rossi, convinto di quello che ha in mano – o almeno così pare -, non sembra intenzionato ad elemosinare aiuti da “alte sfere”, né sembra disperarsi alla ricerca di un patrocinio autorevole. Con la mentalità tipica dell’impresario, più che del ricercatore, non fa che ripetere: “sarà il mercato a dimostrare il vero valore dell’E-Cat!”.

Eppure, sembrerebbe che l’ultimo sponsor che si è auto-offerto alla causa fusione fredda non abbia lasciato indifferente il nostro ingegnere-filosofo brianzolo. Pare che un eminente politico del Massachusetts, il repubblicano Bruce Tarr, membro del Senato dello Stato USA che ospita il MIT, si sia chiesto: ma perché l’invenzione del secolo non viene testata, provata e prodotta qui, dove abbiamo le migliori scuole del mondo? Più esattamente le parole sono state:

L’enorme potenziale di questa tecnologia chiede di essere indirizzata alle menti dei migliori scienziati del mondo. Dato che il Massachusetts ospita alcune delle migliori università e strutture accademiche del mondo, avrebbe senso che questo processo accadesse qui.

Detta così sembrerebbe fatta. Prendi l’invenzione (sedicente) del secolo e mettila in mano agli scienziati del MIT: cosa sperare di più? Il problema è che il Senatore Repubblicano sarà anche a capo del suo gruppo al Senato, ma non è che siano esattamente in maggioranza. Pare, se le fonti di E-Cat World sono esatte, che non siano che una minoranza poco influente. Dunque, finché non saranno altri esponenti a parlare, la notizia sarà da archiviare alla voce “auspici”. Sulla storia della fusione fredda cominciamo ad avere la necessità, piuttosto, di fatti concreti.

24 novembre 2011
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I vostri commenti
Mario Fabretto, venerdì 25 novembre 2011 alle14:45 ha scritto: rispondi »

Sembra che l'Università di Bologna abbia chiesto € 500.000 per testare l'ECAT, e Rossi sia pronto a versare la somma.   I o credo che fin quando non sarà chiarita la teoria che sta alla base del processo Rossi non possa brevettare  in modo sicuro il suo ECAT, per questo è di fondamentale importanza anche per lui venirne a capo.    Celani gli ha fatto sapere di essere disposto a farlo solo per € 10.000 , ma Celani è un concorrente che potrebbe rubargli il brevetto.

claudio reginato, giovedì 24 novembre 2011 alle11:51 ha scritto: rispondi »

mi ricordo le parole  con cui vennero  liquidati fleishmann e pons da quelli del MIT..vennero trattati come impostori,probabilmente i loro padroni ,quelli delle multinazionali del petrolio erano contrari a una tecnologia del genere...

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