Su E-Cat World danno la notizia per certa, anche se mancano le conferme ufficiali: il partner finanziario ed industriale con il quale Andrea Rossi starebbe mettendo su il piano commerciale per la produzione dell’E-Cat sarebbe la Cherokee. Si tratta di un’azienda statunitense, non certo di dimensioni enormi, ma che pare ad ogni modo finanziarmente in grado di sostenere almeno i costi iniziali. Con base nel Nord Carolina, lavora da almeno 15 anni nel campo delle rinnovabili e degli interventi volti per ridurre l’impatto ambientale delle attività industriali.

Secondo Rick Allen, blogger statunitense, la cosa più interessante sarebbero i contatti e il piano di affari che la stessa Cherokee avrebbe con la Cina. Il paese orientale, infatti, ben più degli stessi Stati Uniti, rappresenterebbe un mercato molto interessato alla novità E-Cat.

Ma quali sono gli indizi che hanno portato a questa ipotesi? Sul sito della Cherokee non leggiamo nulla a riguardo e Rossi tiene la bocca cucita. La prova verrebbe da un articolo pubblicato su un giornale cinese, dove Tom Darden, CEO dell’azienda, parlerebbe apertamente di produzione di energia pulita partendo dal nichel. Non disponendo al momento di traduttori dal cinese, non siamo in grado di confermare. Va detto che gli stessi blogger americani si sono affidati a Google Translate: il che aumenta la cautela necessaria con cui prendere la notizia.

Da quello che emerge, la Cherokee, che dovrebbe avere una capacità economica pari ad un paio di miliardi di dollari (quindi non indifferente, anche se non paragonabile alle grandi multinazionali), avrebbe creato una sotto azienda denominata Industrial Heat LLC. I fondi dotati all’azienda in questione sarebbero di 11 milioni di dollari (non tantissimo) e come capo ingegnere sarebbe stato scelto lo stesso Andrea Rossi. Andrea Rossi che avrebbe ceduto alla stessa azienda i diritti per la produzione del proprio reattore nucleare a fusione fredda.

Ci sarebbe da obiettare, come già notato, che 11 milioni di dollari non sono una cifra sufficiente per parlare di una produzione di massa e globale, come quella prospettata da Rossi. Va però notato come:

  • Nessuna di queste notizie è confermata. Dunque anche la cifra in dotazione alla IH potrebbe essere diversa da quella conosciuta
  • Non è detto che Rossi non abbia altri partner pronti a collaborare con la produzione industriale
  • Non è detto, ancora, che tutta questa storia non sia a monte una montatura

A naso, immaginiamo che Rossi si farà vivo con alcune dichiarazioni molto presto. Non resta che attendere.

3 gennaio 2014
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I vostri commenti
Demetrio Pellacani, giovedì 20 marzo 2014 alle20:19 ha scritto: rispondi »

Bravo Andrea, continua così.

mau, martedì 7 gennaio 2014 alle23:20 ha scritto: rispondi »

Se uno si dilunga troppo nel raccontare una barzelletta rischia di far perdere il filo agli ascoltatori. E poi finisce che molti non la capiscono.

arturo terragni, venerdì 3 gennaio 2014 alle20:29 ha scritto: rispondi »

dopo anni di annunci e dichiarazioni non esiste ancora una prova scientifica che dimostri realmente che questa fusione fredda sia qualche cosa che funziona e sfruttabile perché?

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