Non molto tempo fa, a ridosso del test di fine ottobre all’impianto a fusione fredda da 1 MW, Andrea Rossi aveva spiegato di aver stretto dei rapporti importanti con l’Università di Bologna. Praticamente, l’ingegnere italiano avrebbe pagato una cifra cospicua affinché i professori dei dipartimenti di fisica mettessero mano al suo E-Cat e, tramite procedimenti di ingegneria inversa, giungessero a fornire una spiegazione scientifica del funzionamento reattore.

Sembrava, dunque, che con un po’ di pazienza, i misteri della fusione a basso calore fra idrogeno e nichel potessero essere svelati. Di questi giorni è però la “doccia fredda” che tutto potrebbe saltare e mica per un cavillo da niente: Rossi non avrebbe ancora versato l’acconto promesso.

Il professore Dario Braga ha riassunto ieri a quell’inossidabile avversario di Andrea Rossi che è il blogger Steven B. Krivit il punto della situazione:

Il contratto “Rossi” deve iniziare presto, altrimenti l’Università di Bologna può cancellarlo. Si deve capire che il periodo può essere di poche settimane, forse pochi mesi, ma certamente non anni.

Il tono appare decisamente quello di qualcuno arrivato al limite della pazienza. Va detto che, per molti fan di Rossi, Krivit è una fonte tutt’altro che attendibile – complimento che il blogger americano ha più volte ricambiato. Resta il fatto che molte delle nostre speranze di capirci qualcosa erano riposte proprio su questo patto fra l’ingegnere e il mondo accademico bolognese. Non dimentichiamo che stiamo parlando, in fondo, degli stessi dipartimenti da cui provengono sia Sergio Focardi, considerato il secondo padre dell’E-Cat, sia Giuseppe Levi, uno degli sponsor teorici di Rossi, presente a quasi tutti i test.

Mentre aspettiamo di scoprire come andrà a finire questo lato della faccenda, registriamo come attorno all’Energy Catalizer si stiano accumulando consensi e interessi anche diversi da quelli meramente accademici o “ambientalisti”. Per ultimo, l’ordine degli ingegneri di Bologna, che per bocca di Giuseppe Milanesi, responsabile della commissione Impianti ed Energia, dichiara:

Potremmo trovarci in una situazione analoga a quella del 1886-87: sempre da Bologna, si avviò quella che, qualche anno più tardi, si rivelò essere la rivoluzione delle telecomunicazioni. Grazie agli esperimenti di Guglielmo Marconi. A suo tempo, però, le sue idee trovarono ascolto solo in Inghilterra. In questo caso, ovviamente, auspichiamo un epilogo diverso.

Mentre gli ingegneri bolognesi fanno il tifo per Andrea Rossi e Krivit gufa quanto può, noi cerchiamo di rimanere in equilibrio fra le parti, consapevoli che l’ultima parola sulla faccenda non è ancora stata detta. Continuate a seguirci.

2 dicembre 2011
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I vostri commenti
claudio reginato, domenica 4 dicembre 2011 alle11:36 ha scritto: rispondi »

speriamo mantenga l'impegno, anche se un po in ritardo

Domenico Addimandi, domenica 4 dicembre 2011 alle2:39 ha scritto: rispondi »

Va tutto bene, gli articoli sono sono interessanti, ma perchè non scrivete le date ?

Mario Fabretto, sabato 3 dicembre 2011 alle11:29 ha scritto: rispondi »

SE...è vero che (Rossi si trova negli USA dove ha in programma un incontro col senatore del Massachusetts Bruce Tarr e con i rappresentanti del Massachusetts Institute of Technology (MIT) e delle maggiori università dello Stato americano. Ordine del giorno, «La possibilità di sviluppare e produrre i generatori in Massachusetts», dichiara il senatore Tarr, «perché il reattore di Rossi, una volta sviluppato e sperimentato, può cambiare il modo in cui affrontiamo il problema dell'energia» ) allora  può non essere necessario pagare € 500.000 all'Università di Bologna per scoprire le stesse cose, cioè cosa avviene a livello nucleare.

dario antelao, venerdì 2 dicembre 2011 alle14:06 ha scritto: rispondi »

Mi risulta sia stata offerta collaborazione praticamente gratuita all'ingegnere Rossi da parte dell'università di Frascati. Con 10000 euro sono disposti a studiare "l' e cat "dal punto di vista fisico mettendo a disposizione  il loro laboratorio.

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