Andrea Rossi torna a far parlare di sé e del suo E-Cat. Lo fa in questo caso diffondendo nuove immagini della centrale da 1MW, nelle quali appare lui stesso, insieme ad altri componenti dello staff, al lavoro sulla sua invenzione. La diffusione è avvenuta durante il fine settimana attraverso il sito ufficiale dell’ingegnere italiano.

La scorsa settimana era stato chiesto a Rossi, da un lettore della rivista Journal of Nuclear Physics, se fosse intenzionato a onorare la sua promessa di diffondere ulteriori immagini del suo E-Cat. A tale commento l’inventore italiano ha così risposto:

Stiamo preparando una foto, ma non è semplice: i nostri specialisti devono limitare la definizione per impedire ingrandimenti, evitando di mostrare particolari confidenziali, eliminando i particolari che possano permettere di identificare il luogo di lavoro ecc. Non è facile, le nostre foto sono sempre un compromesso e così deve essere fino a quando i test saranno completati. Cordiali Saluti, A.R.

La pubblicazione è poi avvenuta attraverso il sito andrea-rossi.com, alimentando anche in questo caso l’entusiasmo di coloro che attendono con ansia una definitiva affermazione del progetto di fusione fredda, o forse più semplicemente LENR, firmato da Andrea Rossi.

Non saranno tuttavia le nuove immagini a mutare le convinzioni degli scettici, che hanno alimentato forti polemiche nei confronti dei test indipendenti, condotti lo scorso ottobre, voluti da Rossi per dimostrare il funzionamento dell’E-Cat.

27 maggio 2015
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I vostri commenti
Gianni Catalfamo, sabato 26 dicembre 2015 alle13:07 ha scritto: rispondi »

Ma come no, a chiacchiere son tutti Edison. Se ne fosse visto un solo erg, di questa energia prodotta col "Rossi Effect" (anche quello, auto-denominato, ovviamente! E poi, per favore, Rossi NON E' un ingegnere, ma un autodidatta. Il prossimo passo sarà paragonarsi a Tesla

jake, giovedì 26 novembre 2015 alle15:31 ha scritto: rispondi »

Sono d'accordo con Lei su tutto,e soprattutto sul fatto che se Rossi avesse ragione, oltre agli oppositori legati a petrolio e carbone, i suoi più feroci avversari sarebbero gli accademici, sconfitti da un soggetto privato che, a leggere i diversi commenti di coloro che si dichiarano scettici e profondi conoscitori della materia, si affrettano a classificarlo come indubbio cialtrone. Può darsi che come tale si riveli alla fine, ma personalmente, in questo tipo di atteggiamento, riscontro non scetticismo, ma il timore di essere giudicati essi stessi come frettolosamente hanno fatto con Rossi, il che ovviamente li renderebbe a maggior ragione, vista la posizione ricoperta, privi di qualunque credibilità.

gorgo, lunedì 14 settembre 2015 alle2:28 ha scritto: rispondi »

quando finalmente ci produrra' 1 (uno) Wattora ci faccia sapere,fino ad allora che non rompesse +. E so 5 anni che parla,parla,parla....

Giordano, domenica 30 agosto 2015 alle23:27 ha scritto: rispondi »

Se ne parla, ovvio l"eventuale ostruzionismo. Ma una volta ottenuti i risultati dai test, qualunque piccola azienda sarebbe in grado di produrlo. Allora perché non permettere a chiunque di farlo con una royalti ex :diritti d'autore"? La portata del progetto consentirebbe l'ingresso produttivo a migliaia di aziende on tutti i settori. Dovrebbe velocizzare tutto il meccanismo è scavalcare la possibilità di minacce a grandi strutture.

Maurizio, giovedì 27 agosto 2015 alle13:59 ha scritto: rispondi »

Ho seguito il lavoro di Rossi da quando lessi la notizia del primo e-cat sperimentale (quello da 1 MW non c'era ancora) e ne sono rimasto affascinato. Personalmente mi sono sempre posto due domande: 1 - Più volte Rossi ha dimostrato pubblicamente che l'e-cat funziona, perché continuare ad avere dubbi? 2 - Sono anni che continua a fare test e a perfezionare la sua invenzione e, per farlo, ci vogliono soldi, qualcuno dovrà finanziarlo e se lo fa vuol dire che lo ritiene un investimento serio. Se ha avuto dei ritardi nella commercializzazione del suo prodotto, secondo me, è perché non gli avranno reso la vita facile e, soprattutto, voleva per prima cosa che la sua invenzione fosse tutelata.

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