Sicuramente vi ricorderete di quando fino a pochissimo tempo fa Andrea Rossi dichiarava che non occorrevano più test per il suo E-Cat: sarebbe stato il mercato a dimostrare in maniera inoppugnabile che effettivamente vi si produce calore in grandi quantità grazie ad una reazione LENR, ovvero la celebre fusione nucleare fredda.

Queste dichiarazioni se da un lato hanno trovato comprensione da parte di tutti coloro che già parteggiavano per l’ingegnere italiano, dall’altro hanno anche sortito l’effetto di aumentare i sospetti nei cuori di coloro già erano più predisposti a considerare il tutto una bufala e Rossi un truffatore. Infondo, si è detto, sarebbe bastato organizzare un test di 24 o 48 ore, realizzato con tutti i crismi del caso, per fugare ogni dubbio.

È però accaduto che una domanda del genere sia stata posta a Rossi in questi giorni nel Journal of Nuclear Physics (sito che è un po’ il portale di comunicazione ufficiale di Andrea Rossi). Qualcuno ha ricordato, in maniera visibilmente scocciata, che sarebbe bastato un video di 24 ore per convincere l’opinione pubblica.

Si sa che a Rossi piace sorprendere il proprio interlocutore e la risposta è stata:

Grande idea, lo faremo.

Dopo aver lasciato interdetta l’intera platea di lettori, Rossi ha poi spiegato che cercherà di ottenere da suo clienti il permesso di far vedere funzionare l’impianto da 1 MW per 24 ore, tramite uno streaming via internet. In effetti, i problemi secondo l’ingegnere italiano, sarebbero nelle prove laboratoriali, perché vi sono, come è noto, segreti industriali che non devono essere rivelati. Gli impianti venduti però sono, ovviamente, visionabili senza problemi.

Non resta che notare la piccola differenza che intercorre fra un test pubblico ed un video streaming. I critici e gli scettici difficilmente si sentiranno convinti da un video girato con una web camera da colui che considerano una sorta di prestigiatore truffaldino. Per saperne di più ci toccherà aspettare e vedere come evolverà la situazione.

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5 dicembre 2011
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I vostri commenti
Francescasalimei, lunedì 12 dicembre 2011 alle15:21 ha scritto: rispondi »

Rossi ha già 10.000 prenotazioni del suo e-cat il quale peraltro è già entrato in produzione negli Stati Uniti!! Sono super fiduciosa!! Vai avanti Andrea!!

Gianni Barba, martedì 6 dicembre 2011 alle16:18 ha scritto: rispondi »

In realtà la preoccupazione più grande sembra quella dei suoi detrattori. Ho letto articoli su riviste e blog contro l'e-cat che variavano dalla giusta critica al metodo al puro astio. Sono pienamente d'accordo con Lei, se rose fioreranno, basta aspettare.

maria, lunedì 5 dicembre 2011 alle16:02 ha scritto: rispondi »

Lo scetticismo nasce dal fatto che  "cotanta invenzione" non si riesce a metterla sul mercato. D'altra parte di che si preoccupa Rossi? Se son rose fioriranno.

Gianni Barba, lunedì 5 dicembre 2011 alle15:12 ha scritto: rispondi »

" I critici e gli scettici difficilmente si sentiranno convinti da un video girato con una web camera" I geologi che studiano la superficie di marte, si basano quasi esclusivamente su fotografie, in base al ragionamento soprascritto quindi l'unico modo di studiare marte è mandare un astronauta laureato in geologia. Mi rendo conto che l'ideale sarebbe aprire il "cofano" e giocherellare con il "motore", ma ricadiamo sempre nel discorso dei brevetti. Se a Rossi si chiede di mostrare il funzionamento rompendo i brevetti allora dobbiamo fare la stessa cosa con tutte le aziende del mondo. O tutti o nessuno. Se invece si tratta di un problema di "simpatia/antipatia" beh i commenti diventano inutili.

jump jack, lunedì 5 dicembre 2011 alle13:08 ha scritto: rispondi »

Che bello vedere per 24 ore in streaming una telecamera fissa su un ammasso immobile di tubi! Questa sì che sarà una dimostrazione! LOL

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