Tutti i follower di Andrea Rossi sono ormai con il fiato sospeso. È arrivata la conferma tanto attesa. No, nessuna prova dell’effettivo funzionamento dell’E-Cat, ma se siete follower quella prova non vi serve più da tempo, solo la notizia che un impianto Hot Cat da 1 MW sarà consigliato a dei clienti in una data ormai prefissata: il 30 aprile.

>>Leggi le dichiarazioni di Rossi sui rapporti per i test indipendenti sull’E-Cat

Sperando che non sia un pesce in ritardo, ciò vorrebbe dire che anche l’Hot Cat, come l’E-Cat industriale standard, è ormai maturo per una produzione e una diffusione commerciale. Vi chiedete chi siano questi clienti? Buona domanda, ma scommettiamo che non avrà risposta neanche dopo il 30 aprile. L’unica cosa che dovrebbe essere certa è che anche in questo caso dovrebbe trattarsi di clientela statunitense, ma non militare.

>>Leggi le dichiarazioni dopo la prima ricarica di un’E-Cat

Quello che colpisce della storia di Rossi è questa continua fuga di notizie a metà. Sappiamo degli incredibili progressi tecnici che la Leonardo Corporation starebbe ottenendo in questi mesi di “duro lavoro”. Nessuna verifica delle dichiarazioni di Rossi è però possibile.

Ricordiamo che l’Hot Cat, al contrario dell’E-Cat, pemette il raggiungimento di temperature ben più alte (oltre i 600 gradi). In questo modo, non solo sono possibili usi industriali diversi, ma anche l’applicazione di una banale turbina per generare corrente. Insomma, con l’Hot Cat diventa possibile una centrale elettrica a fusione fredda. Un risultato enorme, sempre che sia vero.

2 aprile 2013
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Vittorio, martedì 23 luglio 2013 alle20:44 ha scritto: rispondi »

Sono un privato cittadino e sono interessato alle innovazioni, specialmente a questa, mi piacerebbe avere delucidazioni sull'acquisto di questo prodotto.

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