La disputa è ormai quotidiana. Non passa giorno, quasi, che non esca un nuovo graffiante articolo sul Web ad a favore o contro l’E-Cat di Andrea Rossi. L’invenzione dell’ormai celebre ingegnere italiano – di cui fra l’altro ricordiamo la nostra recente intervista – suscita giudizi a dir poco contrastanti: “è una bufala colossale”, “no, è l’invenzione del secolo”.

Il motivo di tanta ambiguità è presto detto: nessuno degli esperimenti e delle prove eseguite da Andrea Rossi di fronte a un audience esterna ha avuto le caratteristiche minime per essere considerata valido al di là di ogni dubbio; non ci sono, però, neanche particolari evidenze riguardo possibili trucchi. Stando così le cose, nessun organo scientifico ha potuto prendere ufficialmente posizione, lasciando campo a dibattiti troppo spesso surreali.

Proprio per questo motivo, probabilmente, negli USA qualcuno ha pensato bene di fare una petizione per convincere il Presidente Barack Obama e la Casa Bianca in generale a investigare sulla reale consistenza dell’Energy Catalizer. In fondo, se la fusione fredda diventasse realtà, la scoperta avrebbe un significato politico decisamente rilevante.

Personalmente, nutriamo qualche perplessità sul fatto che si riesca a convincere la Presidenza statunitense a entrare in scena: a Obama non mancano certo problemi di ordine nazionale/internazionale di cui occuparsi. Senza contare che nel caso quella dell’E-Cat si rivelasse una bufala, il rischio enorme sarebbe quello di una brutta figura che i Repubblicani potrebbero sfruttare facilmente in vista delle presidenziali 2012.

Se però, trovate comunque lodevole l’iniziativa, potete andare a curiosare direttamente sulla pagina web di riferimento, e magari firmare anche voi.

17 novembre 2011
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I vostri commenti
Orfyrreus, sabato 19 novembre 2011 alle21:08 ha scritto: rispondi »

Penso anche io che dovremmo occuparci ed eventualmente produrre noi stessi questa invenzione.Qui ancora si parla di centrali nucleari che invece potrebbero essere ,e meno male, definitivamente superate.Con tutti i soldi che il nostro governo butta in operazioni inutili potrebbero usarne una parte per produrre qualcosa di utile.Col marchio italiano.

Osva1946, giovedì 17 novembre 2011 alle19:52 ha scritto: rispondi »

Come al solito sembra che nessuno è profeta in patria.- Penso che dovrebbero essere in primo luogo i ns atenei ed i ns fisici a recepire e verificare la validità di quella che sarebbe la più grande scoperta del secolo.- La ricaduta economica sulla ns disastrata Italia potrebbe contribuire alla rinascita.-Quindi appello alla ns comunità scientifica.-  

Stanboar, giovedì 17 novembre 2011 alle17:58 ha scritto: rispondi »

Semmai racogliamo delle firme da portare ai nostri politici l' attenzione sull' argomento! Certo quello competente o " disineteressato" qui non si trova però non si sà mai.....

Gianni Barba, giovedì 17 novembre 2011 alle14:22 ha scritto: rispondi »

Un'altra petizione è stata aperta sul sito governativo britannico. Il regolamento delle petizioni prevede che se entro 30 giorni dovessero essere raggiunte 25000 firme la petizione verrà portata all'attenzione del presidente che dovrebbe dare una risposta, non necessariamente affermativa, ma ovviamente lo scopo è solo far sì che ai piani alti sappiano che esiste una potenziale alternativa per la ricerca di fonti di energia non fossili. La petizione brittanica invece parrebbe decisamente più seria sul piano legale, il regolamento prevede un anno di tempo per raggiungere quota 100.000 firme se la quota è raggiunta la petizione passa in discussione alla camera dei comuni, che può cassarla ovviamente, ma intanto il parlamento poi non potrebbe dire che non era a conoscienza di questa vicenda se un domani dovesse rivelarsi tutto vero. Praticamente sarebbe come da noi il referendum di legge di iniziativa popolare con la differenza che in Gran Bretagna non è una presa in giro come da noi.

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