E-Cat industriale: 10 mila euro annui per la manutenzione

Come saprete, la versione da 1 MW termico dell’E-Cat è già in commercio. Come ci ha rivelato poco tempo fa in un’intervista lo stesso Andrea Rossi, ordinandolo lo si dovrebbe “ricevere” in quattro mesi. Ovviamente, trattandosi di un sistema industriale le cose sono un po’ più complesse di una semplice consegna: l’installazione e la manutenzione del macchinario sarebbero a carico di specialisti messi a disposizione dalla Leonardo Corporation. E dato che parliamo di un reattore nucleare vero e proprio, anche se a fusione fredda, ciò ha anche un suo senso.

Ma quali sono i costi attuali di questa invenzione? Attualmente serve un milione di euro, più 10 mila annui in media per la manutenzione (e crediamo la ricarica). Andrea Rossi avrebbe poi rivelato che dopo il processo di industrializzazione della produzione, il costo dell’impianto potrebbe scendere del 90%, attestandosi a circa 100 mila euro (stando a quanto riportato dal Corriere della Sera). Dichiarazioni interessanti, perché oltre ad infiammare le platee di fan, di fatto scoraggiano qualsiasi investitore stesse pensando di acquistare ora uno di questi reattori: meglio aspettare.

Ovviamente, ancora oggi Rossi va ripetendo che per quanto riguarda la versione domestica e popolare dell’E-Cat dovremo aspettare. In dirittura d’arrivo, ed anche questa non è una novità, invece il cugino caldo, quell’Hot Cat che promette di raggiungere temperature tali da permettere una produzione ottimale di energia elettrica.

Detto questo, Rossi ha rilevato che a livello manutentivo non ci saranno particolari differenze fra E-Cat termico ed Hot Cat. I “gatti” della Leonardo corporation insomma invadono il mercato, ma molto timidamente. Suggerendo sotto voce che, forse, conviene aspettare prima di acquistarli… tanto rumore per nulla?

4 ottobre 2012
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I vostri commenti
Grasso salvatore, lunedì 8 ottobre 2012 alle12:23 ha scritto: rispondi »

Buongiorno Sign. Alfonzo sarei interessato alla sua tecnologia se interessato puo contattarmi per mail  grassosalvatore@gmail:disqus .com  Saluti Salvatore Grasso

Vittorio, sabato 6 ottobre 2012 alle11:00 ha scritto: rispondi »

Cari Pippo e Luigi, l'ecat da 1MW produce il corrispondente in enegia termica se la si trasforma in elettrica l'ALCOA ha bisogno di ben altro. Forse i KITEGEN sarebbero la soluzione. Bravo comunque l'ing. Rossi che non vuole aiuti statali infatti i politici lo ignorano, dove non entrano loro non ci sono mazzette, giusto?

Alfonso Aureli, venerdì 5 ottobre 2012 alle14:23 ha scritto: rispondi »

per il nucleare: Il generatore che sotto propongo “ funziona al 100% con costi zero di consumo d’energia elettrica e può durare oltre i 20/30 anni senza obbligo di manutenzione” .   Si può realizzare un GENERATORE di CORRENTE da 6 Kw ed oltre, che fa risparmiare il 99,99 %, d’energia elettrica, lo 0.01% serve per l’avvio. “praticamente non consuma nulla”. Progetto del 1997. Mai brevettato per ovvie ragioni dal Signor Alfonso Aureli “. Lo stesso principio si può adattare alle autovetture elettriche, ottenendo + velocità e consumi illimitati a costo zero. Saluti Aureli. È una valida soluzione contro il nucleare; pannelli Solari e Voltaico.    PS: Se non ci riuscite anche Voi a realizzarlo dopo tutte le notizie che ho fornito, sono disposto a realizzarlo in tempi brevissimi, previo accordo di pagamento che verserete solo dopo che avrete constatato il funzionamento. Saluti Aureli        

Sandrino P, venerdì 5 ottobre 2012 alle12:41 ha scritto: rispondi »

 1 milione di euro , 1 milione di posti di lavoro , mi sembra di averle già sentite queste frasi … Tutte cifre tonde , per accalappiare gli allocchi …… Quello aspetta solo di ricevere un certo numero di ordinativi , prendere i soldi e poi ciaopepp E’ così difficile da capire ???????

Pippo, giovedì 4 ottobre 2012 alle23:26 ha scritto: rispondi »

In Sardegna la ditta Alcoa chiude per il prezzo troppo elevato della energia elettrica con gravi conseguenze sociali. Perchè non REGALARE 2 e-cat da 1 MW? L'aiuto sociale sarebbe immenso ma ancora maggiore il ritorno di immagine e di credibilità. Se non ora, quando?

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