Andrea Rossi continua a rilasciare dichiarazioni sul suo blog, pungolato da lettori e curiosi. Tra le ultime, uno scambio di battute in cui ha ammesso di stare lavorando alla produzioni alcuni impianti E-Cat per dei clienti. In effetti, nonostante si parli di reattore a fusione fredda da tantissimo tempo, ormai, il numero di clienti effettivi della Leonardo Corporation è al momento ancora piuttosto basso. Sommando questo fattore a quello non meno importante dell’assoluta segretezza ditale clientela, non sono pochi a temere che sia tutta una messa in scena. e anche i più ottimisti devono concordare che senza la vendita dei reattori, risulta difficile capire come possa sopravvivere ancora a lungo il sistema aziendale messe su dall’ingegnere italiano.

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Ma nel discorso di Rossi troviamo qualcosa di più di una molto sintetica tabella di marcia. I suoi fan sono prodighi di suggerimenti, di analisi e di previsioni. Secondo qualcuno, ad esempio, Rossi dovrebbe sbrigarsi per conquistare il mercato cinese, giudicando il sistema energetico di tale Paese, in quanto fondato sul carbone, assolutamente non sostenibile nel medio periodo. Qualcun altro, al contrario, ha notato come gli investimenti sulle rinnovabili e il nucleare tradizionale in Cina siano ormai consistenti e all’ordine del giorno e che l’esplosione della fusione fredda potrebbe anche metterli in crisi.

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La risposta di Rossi è stata che in futuro ci sarà posto per tutti questi sistemi di produzione energetica. E-Cat, insomma, non dovrebbe rivoluzionare il sistema energetico a tal punto da rendere obsolete tutte le tecnologie attualmente utilizzate, ma sarà un’alternativa la cui validità sarà decisa dal mercato. Su questo punto Rossi ritorna spesso: sarà il successo commerciale a decretare se la strategia della Leonardo Corporation è stata vincente o meno. Soprattutto, saranno gli impianti funzionanti venduti l’unica prova che il celebre reattore funziona davvero… e questo, l’ingegnere torna a ribadirlo, nonostante continui a non voler rivelare i nomi dei propri clienti.

In conclusione, l’E-Cat (e le sue varie varianti) continua a essere una specie di oggetto misterioso. Per valutare il suo funzionamento e valutarne l’impatto ci sarà da aspettarne una reale diffusione. Se Rossi è davvero all’opera per la costruzione di diversi impianti, si spera che almeno uno dei nuovi clienti voglia rivelarsi al mondo e permettere misurazioni e test indipendenti. Altrimenti, l’attesa potrebbe farsi davvero troppo lunga.

11 gennaio 2013
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I vostri commenti
Sergio Caterina, sabato 12 gennaio 2013 alle10:49 ha scritto: rispondi »

Non vedo dove stà il problema ... facciamo una colletta, prenotiamo un Hot-Cat e vediamo come funziona ... oppure con spesa minore facciamo spionaggio industriale, assoldiamo qualcuno che vada a verificare dove vanno a finire gli impianti costruiti. Quello che io penso riguardo tale segretezza dei clienti è questa: La Leonardo Corporation ancora non è in grado di fare una produzione massiva, quindi tanti ordini si accumuleranno se vengono svelati i clienti.  Pian Piano tutto verrà alla luce ;) dobbiamo essere fiduciosi ;)

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