Andrea Rossi non ci sta e torna a difendere il proprio E-Cat, anzi nello specifico la variante ad alta temperatura comunemente chiamata Hot-Cat. La storia è nota: un’azienda svedese, la Hydro Fusion, non sarebbe stata convinta della bontà del reattore e della sua capacità di produrre energia elettrica.

Questo ipotetico fallimento ha portato l’ingegnere italiano a dare la sua versione dei fatti, fondamentalmente poco lusinghiera nei confronti della professionalità del team svedese.

Intanto quest’ultimo sarebbe rimasto negli stabilimenti della Leonardo Corporation soltanto per 4 ore, lasciandoli prima del raggiungimento della situazione ottimale da parte del reattore. Inoltre, gli strumenti per la misurazione dell’energia usata dagli esperti della Hydro Fusion sarebbero stati calibrati male, tanto da misurare la produzione di Watt di una lampadina da 80 W come una da 200 W (c’è da dire che probabilmente erano semplicemente tarate per misurare ordini di grandezza decisamente superiori).

Ad ogni modo, i test continuano e Rossi, che dichiara di lavorare 16 ore al giorno al progetto, conta di terminare tutto e arrivare all’Hot-Cat definitivo per novembre. Vedremo.

Fonti: ECatWorld

29 settembre 2012
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
RenatoG, martedì 2 ottobre 2012 alle13:15 ha scritto: rispondi »

 Agli svedesi gli è bastato il tempo che serviva per capire che c’era qualcosa di non chiaro , quello che tutti stiamo dicendo da tanto tempo … In quanto ai giornalisti : loro fanno il loro dovere : informano !... L’importante è che non ci sia disinformazione-

alsarago58, lunedì 1 ottobre 2012 alle20:01 ha scritto: rispondi »

Bravi questi svedesi, gli sono bastate meno di 4 ore per capire che è tutta una buffonata, Chissà quando lo capiranno i titolari di questo sito...

Lascia un commento