Il dibattito attorno all’E-Cat, Andrea Rossi e la fusione fredda in generale vive ogni giorno di più una fase di scissione. Se, come abbiamo visto, all’interno della comunità scientifica non mancano voci che mettono in dubbio la sostanzialità degli studi sulle LENR, d’altra parte blog e siti di informazione sembrano maggiormente interessati a sviscerare fino a fondo i contenuti della conferenza di Pordenone in cui Rossi ha spiegato lo stato dell’arte dei lavori della Leonardo Corporation.

Come potrete vedere in coda a quest’articolo, cominciano a circolare su YouTube anche delle riprese amatoriali dell’evento. Tra i temi che hanno più attratto l’attenzione, un ruolo preminente l’ha assunto il dibattito avuto tra Rossi e l’ing. Scolari sulla filosofia del business voluta per la messa in commercio dei celebri reattori. La domanda posta è una di quelle che da più tempo gira nell’aria: ma perché Rossi non si è fatto anticipare del capitale da qualche banca e non ha proceduto direttamente con una produzione industriale, invece di muoversi lentamente e con una produzione poco più che a gestione familiare?

In effetti, se l’E-Cat funziona davvero, non dovrebbe essere difficile trovare una banca disposta a offrire finanziamenti importanti – stiamo pur sempre parlando della tecnologia che, secondo le parole del suo inventore, dovrebbe avere un impatto rivoluzionario sulle nostre vite e sul sistema ecologico/economico mondiale – o dei partner disposti ad aumentare il capitale della Leonardo Corporation entrando in società.

La risposta di Rossi, in questo senso è stata, per una volta, poco elusiva:

il problema è complesso, perché prima di tutto noi possiamo fare i passi in base a quelle che sono le nostre gambe per cui gli investimenti che noi possiamo fare sono gli investimenti che noi possiamo fare con i nostri soldi. Io ho rifiutato partecipazioni fino a oggi perché… perché forse tutti avete visto il film su Mattei, quello con Volonté, è uscito quando io avevo venti anni… e la frase famosa di Mattei è “quando un cagnolino si allea con dei mastini, lui finisce per essere messo da parte e alla fine la zuppiera rimane solo in mano ai mastini”. Quindi – come vede – può essere che la nostra strategia di business non sia così naif come può sembrare, perché noi dobbiamo tenere presente che il nostro sviluppo finanziario deve essere tale da non renderci dipendenti da entità che potrebbero, non solo metterci da parte, ma addirittura mettere da parte la tecnologia stessa, perché le problematiche in questo settore sono molto più complesse di quanto non sembri. Io ho detto prima, quando mi è stata fatta la domanda sulla possibilità di applicare questa tecnologia a grandi centrali eccetera, io ho detto quello che mi è stato detto, non ho detto quello che penso.

Sa, i finanziamenti sono come il whisky: un bicchierino fa bene, due litri spaccano il fegato. Quindi io voglio avere finanziamenti solo se sono ben sicuro che poi quei soldi gli posso restituire in qualsiasi momento mi possano legalmente essere richiesti, perché altrimenti poi questo potrebbe causare le conseguenze che abbiamo detto prima.

Insomma, Rossi ha spiegato la propria ritrosia in nome del desiderio di restare sempre e comunque padrone della situazione. A suo modo di vedere, avere dei partner o dei finanziatori, può voler dire esporsi a situazioni in cui il controllo dell’azienda e della tecnologia potrebbero sfuggirgli di mano.

A nostro modo di vedere, comunque, tale risposta non è esaustiva al 100%, dato che le forme con cui Rossi poteva ricevere aiuti o partnership sono diverse. Facendo un esempio, cedendo i diritti di produzione e distribuzione dell’E-Cat in un dato Paese a una grande azienda di settore, avrebbe ottenuto liquidità importanti, uno know how sul processo di industrializzazione sicuramente prezioso, senza rischiare di perdere globalmente il controllo della sua invenzione. Detto questo, comunque, dobbiamo fermarci dato che la critica ai business planning non è proprio il nostro lavoro.

Fonti: 22 Passi | E-Cat World

19 ottobre 2012
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I vostri commenti
dario antelao, sabato 20 ottobre 2012 alle19:58 ha scritto: rispondi »

Mi associo al signor RenatoG, non voglio offendere alcuno ,ma per favore smettetela di dare spazio ad un ciarlatano. Non so se il signor Alfonso sia convinto della sua invenzione , e quindi in  buona fede, ma se questa ipotesi è plausibile , è solo confermata la totale ignoranza in fisica del soggetto in questione .

RenatoG, sabato 20 ottobre 2012 alle9:47 ha scritto: rispondi »

… Questo Alfonso ce le ha fatte a fette !...  Ma sig Grassadonio , lei non ha il potere di segnalare o BAN-dire questo personaggio ??? Il commento dell’alfonso , è una litania , una propaganda , una pubblicità senza arte ne parte e senza una fine …… Anche se censurare è disdicevole , qui fareste solo un’opera di bene !

Alfonso Aureli, sabato 20 ottobre 2012 alle6:35 ha scritto: rispondi »

per combattere il nucleare:  Il generatore che sotto propongo “ funziona al 100% con costi zero di consumo d’energia elettrica e può durare oltre i 20/30 anni senza obbligo di manutenzione” .   Si può realizzare un GENERATORE di CORRENTE da 6 Kw ed oltre, che fa risparmiare il 99,99 %, d’energia elettrica, lo 0.01% serve per l’avvio. “praticamente non consuma nulla”. Progetto del 1997. Mai brevettato per ovvie ragioni dal Signor Alfonso Aureli “. Lo stesso principio si può adattare alle autovetture elettriche, ottenendo + velocità e consumi illimitati a costo zero. Saluti Aureli. È una valida soluzione contro il nucleare; pannelli Solari e Voltaico.    PS: Se non ci riuscite anche Voi a realizzarlo dopo tutte le notizie che ho fornito, sono disposto a realizzarlo in tempi brevissimi, previo accordo di pagamento che verserete solo dopo che avrete constatato il funzionamento. Saluti Aureli    

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