Introduzione

Andrea Rossi è protagonista delle cronache del nostro sito da quasi due anni. Era, infatti, il 23 giugno del 2011 quando pubblicammo il nostro primo articolo a riguardo. A rileggerlo, oggi, molte cose sono cambiate – ai tempi Rossi, ancora socio della Defkalion, prometteva entro l’anno la prima “centrale” a fusione fredda.

Ma cosa è esattamente il reattore che l’ingegnere dice di aver inventato insieme al prof. Sergio Focardi? Proveremo a spiegarlo in breve, per quanto non solo si tratti di un argomento assolutamente tecnico, ma anche un tema su cui le “spiegazioni” date dagli inventori sono state mai complete e varianti nel tempo.

In effetti, a rendere ancora più complesso il tutto sta il fatto che la cosiddetta Scienza Ufficiale nega qualsiasi validità alle teorie su queste forme di reazioni nucleari. Entriamo, dunque, nel campo di una vera e propria scienza “eretica”, per qualcuno geniale, per qualcun altro a limite della truffa. Ma non sta certamente a noi giudicare la faccenda, quanto semmai raccontarvela.

Cosa è la fusione fredda

All’interno del Sole e, in teoria, dentro alcuni reattori nucleari di nuova generazione avviene la cosiddetta fusione nucleare (ci sono anche alcune bombe nucleari che funzionano secondo questo principio). In pratica, gli atomi di due elementi vengono fusi, creando un nuovo elemento e ottenendo una quantità di energia spaventosa.

Il problema è che perché ciò avvenga servono situazioni di pressione e temperatura praticamente proibitive. Il Sole, per dire, ha una situazione energetica di partenza che permette tali reazioni, ma imitarla sulla Terra non è affatto facile (o economico). Nel caso delle bombe a fusione, poi, la reazione viene innescata dalla temperatura generata da una bomba a fissione nucleare – la fissione nucleare è quando un atomo viene scisso in due atomi più piccoli, con rilascio di energia – che di per sé è già energeticamente notevole.

Dunque, la “fusione nucleare”, così come altri fenomeni che riguardano il nucleo degli atomi, è una possibile fonte energetica, la cui gestione risulta però alquanto complessa.

Ma cosa succederebbe se una tali reazioni atomiche potessero avvenire a temperature più basse. Sarebbe una manna energetica notevolissima, ma, dice gran parte della Scienza Ufficiale, si tratta di un’utopia irrealizzabile.

Nel 1989, però, due ricercatori statunitensi, Martin Fleischmann e Stanley Pons, gettarono le basi per un nuovo campo di ricerca. Dalle loro analisi, per altro contestate da alcune fonti, risultava una reazione nucleare ottenuta a basse temperature, con una cessione importante di calore da parte della reazione.

Da lì si susseguirono le ricerche dei vari Preparata, Arata, Celani, Piantelli, fino al duo Rossi-Focardi. Il termine fusione fredda, utilizzato inizialmente anche per colpire l’immaginario, pur restando il termine più usato al di fuori del campo scientifico, venne sostituito con quello più accurato di LENR, Low Energy Nuclear Reations. Infatti, era proprio questo in ballo: la possibilità di ottenere reazioni nucleari con importanti cessioni energetiche, in situazioni di partenza a bassa temperatura. Che poi la reazione nucleare sia davvero quella di una fusione nucleare, in realtà, poco importa.

Cosa è l’E-Cat?

E-Cat è semplicemente il reattore nucleare a fusione fredda più celebre fra quelli proposti all’opinione pubblica da qualche tempo a questa parte. Fra la concorrenza (o almeno fra le invenzioni simili) ricordiamo, comunque:

Cosa rende l’E-Cat diverso dai suddetti reattori? Molti diranno il talento istrionico di Andrea Rossi e la sua capacità di calamitare l’attenzione mediatica. In realtà, dalle dichiarazioni di Rossi si evince come il suo lavoro sia quello più avanzato. Fin dal 2011, infatti, E-Cat è stato sempre a un passo dall’entrare sul mercato. Cosa, praticamente, non ancora avvenuta, anche se tale muovere le acque da parte di Rossi, gli ha garantito notorietà e forse qualche contatto economico importante.

In sé, l’E-Cat non è che un modulo dal contenuto in parte misterioso, capace di scaldare dell’acqua a circa 120°. Per far sì che ciò accada, occorre fornire dell’energia stabilmente, anche se, versioni più sofisticate riescono a raggiungere un livello di autosostentamento dopo un po’ di tempo. In pratica, ciò significa che dopo un po’, la reazione va avanti anche senza aggiungere energia dall’esterno.

Una versione più recente del reattore, denominata Hot Cat, raggiunge poi la temperatura di 1000° (che saranno abbassati a 600 nella versione commerciale), permettendo applicazioni decisamente più interessanti (come vedremo).

Ma cosa accade dentro il reattore? Perché venga sprigionata quest’energia? Il problema è che la risposta non la si conosce esattamente.

Inizialmente, Rossi e Focardi avevano spiegato come l’E-Cat fosse costituito da 3 elementi base: del nichel, dell’idrogeno e un catalizzatore energetico. Quest’ultimo, invenzione di Rossi la cui natura è rimasta segreta – tanto segreta da essere sconosciuta allo stesso Focardi – renderebbe possibile la reazione fra i primi due elementi.

In pratica, quindi, gli atomi di idrogeno e quelli nichel si fonderebbero, grazie all’attività del catalizzatore, creando rame e sprigionando calore. E questo, si diceva ai tempi, senza che nessuna radiazione atomica venga rilasciata.

Successivamente, però, Rossi ha cambiato teoria. A suo dire, la reazione di fusione nucleare sarebbe accessoria e non decisiva all’interno del reazione e della produzione di energia. Alla base di tutto ci sarebbe un decadimento gamma. Quindi non solo la fusione sarebbe un elemento secondario, ma la reazione avverrebbe in presenza di radiazioni gamma (ovvero rilascio di neutroni). E, secondo questa seconda versione, l’assenza di produzione radioattiva ci sarebbe soltanto al di fuori del reattore, grazie alla schermatura prevista.

Rossi, però, ha anche precisato di non poter dire di più, temendo di favorire la concorrenza.

In pratica, se all’inizio avevamo un’idea vaga di cosa succedesse all’interno dell’E-Cat, con le relativamente nuove rivelazioni di Rossi non abbiamo più neanche quella, se escludiamo il fatto che si tratti di una reazione che interviene sempre sull’idrogeno e su della polvere di nichel e il fatto che l’energia sprigionata sia troppo alta per essere spiegata chimicamente (dunque deve avvenire una qualche reazione nucleare di tipo LENR).

Non è un caso che, fra le tante perplessità suscitate dalle dichiarazioni di Rossi, c’è il fatto che in fondo sembra non sapere neanche lui cosa accada dentro quella macchina.

Quali sono le sue applicazioni possibili?

E-Cat industriale

La forma tradizionale di E-Cat serve praticamente solo a scaldare l’acqua, portandola a 120 gradi. L’applicazione pratica della versione da 1 MW (che è la somma di tanti moduli più piccoli) può quindi interessare tutte le produzioni industriali che necessitano di tale servizio o essere usata per servizi di riscaldamento di grandi ambienti, funzionando come una normale caldaia.

I primi tempi la forma più discussa dell’E-Cat era quella però più piccola. Un mini-reattore, grande quando uno scaldabagno, doveva essere venduto proprio come caldaia domestica. Questo mini E-Cat avrebbe garantito in tutte le case l’acqua sanitaria e il riscaldamento via termosifoni a prezzi davvero stracciati.

La ricarica del nichel e dell’idrogeno, infatti, per quanto complessa a livello tecnico, necessitando di personale specializzato, è molto economica. Inoltre, ogni ricarica dovrebbe durare in media 6 mesi.

L’azienda fondata da Andrea Rossi, però, la celebre Leonardo Corporation, si è dovuta scontrare con le dure regole di sicurezza per i prodotti domestici. Dato che la cosa sembrava andare per le lunghe, Rossi ha deciso di mettere in stand by tale progetto, dedicandosi soltanto agli impianti industriali, le cui regole per la sicurezza sono meno stringenti.

Inoltre, l’invenzione dell’Hot Cat ha aumentato il campo di applicazione del reattore. Non è, infatti, difficile capire come sia molto più frequente il caso di industrie che necessitano il raggiungimento di temperature vicine ai 600 gradi, invece che a 100.

Inoltre, questa temperatura permette l’applicazione di un classico generatore elettrico a turbina, riuscendo a produrre elettricità dal reattore. Una soluzione, qualora venisse sviluppata fino in fondo, che renderebbe massima l’elasticità dell’invenzione di Rossi.

Sulla differenze tecniche fra l’Hot Cat e l’E-Cat tradizionale, però, va detto che non ci sono molti ragguagli ufficiali.

Perché sarebbe una rivoluzione ecologica?

Oltre che economica, la soluzione energetica prospettata dell’E-Cat è anche a basso impatto ambientale. Intanto la reazione non prevede la produzione di CO2 o di altri gas serra. Inoltre, potrebbe l’E-Cat potrebbe sostituire in molti casi le forme di produzione energetica basate sui combustibili fossili.

Il nichel e l’idrogeno, poi, sono reperibili con una fatica minima rispetto a petrolio o all’uranio. E il nucleare “freddo” dovrebbe avere caratteristiche di sicurezza notevoli rispetto a quello tradizionale.

La promessa dell’E-Cat è dunque rivoluzionaria: energia a poco prezzo, per tutti e a un costo ambientale praticamente nullo. Questo, ovviamente, sempre ammesso che funzioni e sempre ammesso che quanto detto da Rossi sia la verità e tutta la verità.

Dubbi e perplessità

Alcuni ricercatori continuano ad avere grosse perplessità circa la reale credibilità delle esperienze e delle teorie sulle LENR. Su questo campo, però, estremamente accademico e complesso, non possiamo certo addentrarci.

Dei dubbi, comunque, permangono anche circa le prove empiriche del funzionamento dell’E-Cat, che pure sono state fatte. Fra queste, i test avvenuti nell’autunno del 2011 sono probabilmente i più importanti.

Approfondisci test 6 ottobre 2011 sull’E-Cat
Approfondisci test 28 ottobre 2011 sull’E-Cat

La necessità di non svelare troppo della propria invenzione – almeno questa è la spiegazione ufficiale – ha spinto, infatti, Rossi a non lasciare il controllo delle operazioni in mano agli osservatori esterni, neanche in questi casi. Se per molti questa prudenza è giustificabile a causa della difesa della segretezza di un processo non ancora posto sotto brevetto, per altri si tratta della prova della malafede dell’ingegnere.

Rossi, dal canto suo, dichiara di avere già venduto almeno un reattore a un ente militare e di essere a lavoro per nuovi clienti. Ciò, però, ha peggiorato l’impressione di truffa da parte degli scettici, visto che l’inventore italiano ha sempre mantenuto il segreto sulla reale identità di tali clienti.

Paradossalmente, a oggi E-Cat è già in vendita o preordinabile (a seconda del modello desiderato), ma non c’è alcuna evidenza incontestabile sul suo funzionamento.

A dire tutta la verità, anche se si tratta di un argomento scomodo e scottante, a guidare molti scettici c’è anche il fatto che la storia penale di Rossi passa per alcune vecchie accuse di truffa per gli affari della Petroldragon. La cronaca penale non è il nostro mestiere, ricordiamo comunque che Rossi è stato assolto per il grosso dei reati, quindi, se siete interessati vi rimandiamo alla pagina Wikipedia di riferimento.

Prodotti al momento in vendita o in preordine

prometeon

La Leonardo Corporation produce già i reattori da 1 MW e dichiara di essere in grado di venderli. A breve, dovrebbe andare in commercio il Gas-Cat, nel quale l’alimentazione del processo di inizio della reazione e di quello di mantenimento della stessa è a gas e non elettrica, riducendo ancora di più i costi di esercizio.

Dal sito ufficiale dell’azienda italiana licenziataria per la Leonardo Corporation dei suoi prodotti, la Prometeon, ricaviamo le descrizioni ufficiali dei reattori in produzione o in prossima produzione:

  • E-Cat termico ad alimentazione elettrica: ordinabile in taglio minimo pari a 1 MW termico – COP 6 – Potenza elettrica di picco in ingresso: 200 kW – Capacità pompa dell’acqua: 1500 kg/h – Ideale per fornire calore di processo in applicazioni industriali a bassa temperatura (fino a 120°C) e a basse pressioni – Consigliato per l’utilizzo in luoghi di montagna o isolati in cui la rete di gas metano risulta inaccessibile;
  • E-Cat termico alimentato a gas (Gas Cat): solo pre-ordinabile (in pratica, lista di attesa non impegnativa, tempi di consegna non prevedibili, no anticipi da versare né doc da firmare) – COP 6 – L’alimentazione è a gas anziché elettrica – Ha un tempo di rientro e un business plan migliori rispetto alla versione elettrica – Può fornire acqua calda o vapore fino a 120°C – Consigliato per usi quasi continui, durante il giorno e l’anno, del calore prodotto;
  • E-Cat termico ad alta temperatura (Hot Cat): prodotto non ancora ordinabile, essendo in fase avanzata di ricerca e sviluppo. Si caratterizza per la temperatura di uscita più alta, che potrà arrivare a 600°C nella versione commerciale – Prodotto altamente customizzabile in base alle esigenze di temperatura e pressione specifiche del cliente, per l’impiego in processi industriali ad alta temperatura o per la produzione di elettricità;
  • E-Cat elettrico puro stand-alone: prodotto in fase di ricerca e sviluppo, difficilmente sarà pronto prima dell’estate 2013 – Può essere autonomo al 100% grazie al gruppo elettrogeno necessario solo per avviarlo – Può generare energia elettrica per usi industriali o civili utilizzandone una parte per autoalimentarsi – Dopo il tempo di rientro, il costo del kWh elettrico prodotto è quasi pari a zero – Ideale per investimento finanziario;
  • E-Cat per cogenerazione termico-elettrica: anche questo prodotto non è ancora ordinabile – Sarà industrializzabile dal cliente stesso, eventualmente tramite uno studio di progettazione esterno, una volta che sarà sul mercato l’Hot Cat, ideale per produrre elettricità – Potrà fornire, con un risparmio economico notevolissimo, finanche il 100% dell’energia termica ed elettrica necessarie a un’industria o, in futuro, a un agglomerato civile.

Sulla carta, come si noterà, E-Cat appare davvero un’invenzione rivoluzionaria destinata a cambiare in meglio la nostra quotidianità, abbassando i costi economici ed ecologici dell’approvvigionamento energetico. Ovviamente, permangono i dubbi sulla credibilità del tutto che molti lettori non si stancano di segnalarci nei commenti. Su tali dubbi, però, non ci sentiamo di esprimere un’opinione, non avendo né l’autorità, né forse le competenze per una presa di posizione che non sia dovuta a semplice simpatia/antipatia per il personaggio Rossi. Lasciamo a voi il compito di stabilire se l’ingegnere sia meritevole o meno di fiducia.

Approfondimenti:

Prima intervista ad Andrea Rossi
Seconda intervista ad Andrea Rossi
Intervista ad Aldo Proia della Prometeon

14 gennaio 2013
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I vostri commenti
Tullio MONTI, giovedì 23 aprile 2015 alle19:33 ha scritto: rispondi »

Vorrei sapere se si può comprare o dobbiamo ancora attendere Vi ringrazio anticipatamente Tullio MONTI

andrea, lunedì 22 luglio 2013 alle13:56 ha scritto: rispondi »

La fai un pò troppo semplice per come la vedo io. L'e-cat appare essere "roba grossa", anzi grossissima. energia pulita a costi irrisori? anch'io sento puzza, ma evidentemente non la stessa che percepisci tu.. riesco già ad immaginare gli intrighi per entrare in possesso di questa tecnologia per svilupparla in direzione bellica..si sa che gli umani non pensano ad altro che a una maggiore potenza di fuoco

alekhine, sabato 6 luglio 2013 alle10:51 ha scritto: rispondi »

Non capisco come mai il Sig Rossi che è cosi diligente e scrupoloso per quanto riguarda la protezione della sua scoperta nei confronti della comunità scientifica ha già venduto a terzi un E-CAT. Chi vieta a questo o questi anonimi compratori di aprire la scatola magica e guardarvi dentro?

corrado lombardi, domenica 16 giugno 2013 alle3:00 ha scritto: rispondi »

forse il futuro ci arriva addosso

Ugho, mercoledì 16 gennaio 2013 alle23:19 ha scritto: rispondi »

"Inizialmente, Rossi e Focardi avevano spiegato come l’E-Cat fosse costituito da 3 elementi base: del nichel, dell’idrogeno e un catalizzatore energetico. Quest’ultimo, invenzione di Rossi la cui natura è rimasta segreta – tanto segreta da essere sconosciuta allo stesso Focardi – renderebbe possibile la reazione fra i primi due elementi." Cioè ma dai per favore.... .

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