Come saprete, Andrea Rossi e i suoi partner commerciali hanno presentato lo scorso week end a Zurigo ufficialmente l’E-Cat come prodotto pronto alla commercializzazione (almeno nella sua versione da 1 MW). La due giorni è stata teatro di molte precisazioni e di alcune rivelazioni. Dei rapporti di collaborazione, ma non ancora confermati dagli interessati, con Siemens si è detto.

Così come vi avevamo già annunciato dei 4 tipi di E-Cat che progressivamente dovrebbero entrare nel mercato:

  • E-Cat termico ad alimentazione elettrica (classico E-Cat da 1 MW);
  • E-Cat termico alimentato a gas (Gas Cat);
  • E-Cat elettrico stand-alone;
  • E-Cat cogenerazione termico-elettrica (Hot Cat).

Un dépliant della Prometeon (reso pubblico dal blog 22passi) conferma tutto ciò, sottolineando come soltanto il primo prodotto sia già ordinabile, mentre il secondo è ancora in fase di pre-ordine. Per gli altri “gatti” dovremo aspettare.

E mentre il conto alla rovescia sul sito ufficiale dei licenziatari italiani si avvicina al momento zero, mentre sul Web si sottolineano il gran numero di interventi fatti e circolano interessantissime riprese della stessa conferenza, non possiamo non segnalare la scomparsa grave – e qualcuno dirà sospetta – dell’annunciato protagonista della rivoluzione energetica della fusione fredda: l’E-Cat domestico, il boiler che avrebbe dovuto fornirci acqua calda e riscaldamento nei mesi invernali non è tra i prodotti elencati come pronti o in fase di ultimazione. In altre parole, se qualcuno si fosse messo in testa di acquistare un E-Cat per sperimentarlo ed eventualmente svelarne al mondo la truffa o l’effettivo funzionamento, dovrà sborsare la cifra di un milione di euro a reattore.

Ad ogni modo, i video meritano senz’altro un’attenta visione: la rivelazione più grande, probabilmente, è quella tecnico-teorica che la fusione fredda fra nichel e idrogeno non sia effettivamente il motore dell’E-Cat, ma un effetto secondario del decadimento gamma. In pratica, probabilmente parlare di reattore a fusione fredda per l’E-Cat è sempre più un approssimazione poco accurata.

In conclusione, la situazione attorno all’E-Cat si sta facendo incandescente, se gran parte del partito pro Rossi, con Passerini in prima fila, stanno già cantando vittoria e scherniscono gli scettici con i test indipendenti mostrati da Rossi, gli stessi scettici hanno comunque alcuni nuovi argomenti da portare dalla loro parte: in primis, a nostro dire, la sparizione davvero sospetta dell’E-Cat domestico.

Fonti: 22 Passi | PESN

11 settembre 2012
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
dino2008, mercoledì 12 settembre 2012 alle8:44 ha scritto: rispondi »

le certificazioni che servono per le installazioni presso le aziende, non sono meno leggere di quelle per uso civile, domestico. Si consideri che anche per una caldaia a gas, ci deve essere un tecnico qualificato. E poi chi spende um milioncino p senza garanzie...e poi perchè solo così grande anche a livello industriale...sempre molte parole pochi o niente fatti.

Cristiano, martedì 11 settembre 2012 alle18:20 ha scritto: rispondi »

Purtroppo apprendo ora che hanno rimosso il nome di Siemens dai report del distributore per l'Italia.   Quindi si è sublimata anche Siemens. Il segreto industriale di questa faccenda mi sta facendo impazzire.

Fra Benetti, martedì 11 settembre 2012 alle12:41 ha scritto: rispondi »

Dire che non c'e' nulla di sospetto nella "sparizione", come la definite voi, dell'E-cat domestico, Rossi nel suo blog lo ripete di continuo a tutti: le certificazioni per l'apparato domestico richiederanno molto piu tempo di quelle industriali, visto che le norme di sicurezza sono molto piu' restrittive, e meno male aggiungo io! Molto probabilmente servirà anche l'esperienza della certificazione industriale prima di poter pensare di installare un E-cat in una civile abitazione.

Lascia un commento