La curiosità dei fan dell’E-Cat è sempre grande. A volte le domande poste ad Andrea Rossi via blog, nonostante una certa ingenuità, aiutano a capire meglio la portata potenziale del celebre reattore a fusione fredda. Portata, ovviamente, solo teorica, visto che non sono pochi i dubbi che aleggiano sopra il suo reale funzionamento.

In questi giorni Rossi ha dovuto rispondere a due domande interessanti. Sappiamo che l’E-Cat, nei suoi diversi modelli, ha bisogno di una fonte di energia esterna per accendersi. Per realizzare impianti autonomi dalla rete energetica, caratteristica utile in certi casi, da tempo si prospetta la messa a punto del cosiddetto Gas-Cat. Si tratterebbe, allora, di innescare la reazione tramite un generatore d’energia a gas. Questa soluzione vorrebbe comunque la presenza di gas, via rete o altro. Per questo motivo la prima domanda posta a Rossi verteva sulla possibilità di utilizzare delle batterie.

Rossi ha risposto che stanno effettivamente valutando la cosa. Ma sussistono forti dubbi e perplessità attorno all’attuale efficienza energetica delle moderne batterie.

Perché non sostituire, allora, la batteria con un mini sistema fotovoltaico dotato di sistema di accumulo? Rossi ha confermato che, teoricamente, la soluzione sarebbe praticabile. Di fatto, capiamo bene come non possa essere particolarmente economica.

L’utilità però sarebbe quella di permettere l’installazione di E-Cat anche in luoghi poco accessibili. Potenzialmente una situazione interessante. Ma va ricordato come al momento i modelli di E-Cat su cui Rossi ed i suoi stanno lavorando maggiormente siano grossi impianti industriali. Risulta, allora, difficile capire a questo stato dei lavori il senso di queste ipotesi. A meno di non provare a guardare le cose in prospettiva: queste ipotesi ci mostrano, infatti, la teorica flessibilità della soluzione E-Cat. Flessibilità che è, alla fine, il motivo per cui tanto si parla di questo congegno, il cui funzionamento resta, come detto, da dimostrare.

5 maggio 2014
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I vostri commenti
fede, venerdì 23 maggio 2014 alle15:33 ha scritto: rispondi »

@gianpiero, La differenza è che Marconi dimostrò pubblicamente smentendo definitivamente tutte le critiche e gli scettici, che la sua invenzione non era una bufala. Cosa che ancora non è successa

fede, venerdì 23 maggio 2014 alle15:31 ha scritto: rispondi »

@vittorio, hai proprio ragione. La lobby dei produttori di caldaie ci mette i bastoni fra le ruote. 80 euro per un timbro sul librettino. 80 euro. Uhmmm ma c'entrerà mica Renzi? Che per caso Renzi è stato caldaista?

Carlo Baldi, venerdì 9 maggio 2014 alle6:20 ha scritto: rispondi »

Integrare i pannelli con un reattore nucleare è una stupidaggine che descrive perfettamente il livello delle discussioni su questo argomento, piuttosto che fine hanno fatto i famosi test "indipendenti" che dovevano finire a Marzo? E' palese che non sono neanche iniziati perchè non c'è nulla da testare.

ParettiA, mercoledì 7 maggio 2014 alle23:39 ha scritto: rispondi »

Sono 4 anni che si parla di Ecat su internet e ancora non l'abbiamo mai visto e mai entrato in produzione in nessuna parte del mondo a livello industriale questo punto mi chiedo se sia un fake bello e buono. Nessun media del mondo ne parla come invenzione del millennio. Un interrogazione parlamentare a proposito di Ecat nemmeno presa in considerazione. Mai ufficialmente presentata al mondo intero con una conferenza stampa e ovvamente dimostrativa.

vittorio, mercoledì 7 maggio 2014 alle18:20 ha scritto: rispondi »

D'accordo con lui la plume, non sarà comunque facile fare guerra ai produttori di caldaie ad uso domestico e levare il lavoro ai TECNICI che ogni anno vengono a dare una spruzzatina di CRC e ci mettono un timbro sul librettino in cambio di 80 euro, salvo poi lavarsi le mani in caso di guai dicendo che è stata manomessa da terze persone. (è già successo nella mia città). Michele, non ho capito nulla del tuo commento, lo puoi riinviare in forma comprensibile? ciao

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