In questi giorni, dal suo blog, Andrea Rossi sta regalando un fiume di notizie e anticipazioni sul suo E-Cat.

Intanto, ha specificato come la versione domestica del suo reattore nucleare a fusione fredda sarà venduto con due ricariche. In pratica, ogni ricarica durerà sei mesi e le operazioni di sostituzione saranno molto semplici.

Poi basterà mandare il contenitore-ricarica vuoto a uno dei tanti partner locali di Rossi per averlo poi indietro caricato e pronto all’uso. Insomma, un sistema che si annuncia comodo e probabilmente economico.

Inoltre, Rossi conferma la sua opinione positiva sul lavoro che starebbe svolgendo in USA. La robotizzazione della produzione procederebbe bene. Non solo, ma in un altro messaggio avrebbe parlato di quello che potremmo definire il suo piccolo dramma personale: troppo impegno (che gli impedisce di rispondere alle domande dei lettori).

In pratica, l’ingegnere italiano starebbe contemporaneamente seguendo l’organizzazione meccanizzata della fabbrica, costruendo impianti da 1 MW richiesti un po’ in tutti gli Stati Uniti e viaggiando per il mondo per organizzare quella che sarà la futura rete di vendita dell’E-Cat domestico.

Però, ci assicura sempre Rossi, possiamo stare tranquilli che sono in arrivo grandi novità tecniche. Non solo conferma che sarà possibile produrre energia elettrica a partire dal suo reattore, ma anche che grazie a un partner americano ci sarà un aumento “spaventoso” dell’efficienza del sistema.

Insomma, se siete tra coloro che si fidano di Rossi, sono tutte grandi notizie. Certo, l’eccesso di buone notizie potrebbe anche essere scambiato per un indizio di poca serietà. Il dibattito resta aperto.

3 febbraio 2012
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I vostri commenti
Ramesi, sabato 4 febbraio 2012 alle19:03 ha scritto: rispondi »

Insomma Rossi non solo vorrebbe il brevetto perpetuo ed eterno su questa fanta invenzione, ma pure che tutti prendano da lui o da chi dice lui le ricariche ovviamente al prezzo che deciderebbe lui. Come mai non ci sono qui quelli che gridano al complotto e ai grandi interessi multinazionali, di fronte a questo tentativo di monopolismo?

Maciknight, sabato 4 febbraio 2012 alle17:05 ha scritto: rispondi »

Credo che quello che conta poi è la prova dei fatti, quando qualcuno lo avrà installato e collaudato in casa sua, avremo la certezza che funzioni, fino ad allora la maggioranza dei potenziali interessati saranno prudenti. Tra le esigenze primarie che dovranno essere soddisfatte, non credo ci sia solo la ricarica semplificata ed economica, per quanto importante, ma credo lo sia ancor di più l'installazione in casa con i necessari allacciamenti interni agli impianti, e mi riferisco ad entrambi, avendo letto che l'E-cat sarà in grado sia di produrre energia elettrica che termica, quindi si dovrà collegare all'impianto elettrico e di riscaldamento. Non è poca cosa. Sarebbe una rivoluzione, e non credo che i colossi del settore stiano a guardare mentre perdono clienti-schiavi da sfruttare ...

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