Le oltre 10 mila persone che hanno prenotato un E-Cat termico domestico dovranno aspettare ancora molto prima di poter montare lo scaldabagno a fusione fredda nella propria abitazione. Andrea Rossi, infatti, ha ammesso di avere grossi problemi con le autorità che devono certificare la sicurezza dei suoi apparecchi LENR. Rispondendo a un lettore del Journal of Nuclear Physics, infatti, Rossi spiega:

La certificazione, in particolare, è assolutamente necessaria (mi riferisco a quella sulla sicurezza) e, credimi, non c’è un solo certificatore al mondo che si voglia prendere la responsabilità di certificare un dispositivo LENR per uso domestico.

È necessario che l’esperienza maturata con impianti industriali sicuri e affidabili fornisca buone statistiche prima che la certificazione diventi possibile. Questa è la verità, chi afferma il contrario non sa di cosa parla

Parole chiare e tonde, tanto che a un altro lettore che vede infranta la sua speranza di possedere un E-Cat domestico Rossi risponde:

Niente è infranto: otterremo la certificazione per l’E-Cat domestico dopo aver accumulato buone statistiche industriali e la sua prenotazione sarà seguita da una nostra offerta. Il prezzo, in valore reale, non subirà cambiamenti.

Ovviamente la certificazione non dipende da noi, ma faremo tutto il possibile. Nel frattempo anche i problemi con i brevetti verranno risolti. Quest’ultimo punto è più semplice

Tra le altre cose va notato che per dimostrare la sicurezza del suo E-Cat Andrea Rossi dovrà fronteggiare anche il problema dell’elettromagnetismo. Recentemente, infatti, l’inventore italiano ha “scoperto” che il suo reattore da 1 MW produce un campo elettromagnetico. E che tale campo non dipende dalla temperatura di esercizio dell’E-Cat ma è sempre presente.

Quindi anche gli impianti domestici dovrebbero averne uno e, di conseguenza, richiederebbero qualche forma di schermatura al pari della maggior parte dei dispositivi elettrici ed elettronici. In conclusione, appare evidente come ottenere le certificazioni per l’E-Cat casalingo si stia rivelando molto più difficile di quanto visto per il dispositivo industriale da 1 MW che, già nell’agosto 2012, a detta di Rossi ha ottenuto tutti i certificati necessari.

5 gennaio 2013
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I vostri commenti
vihai, venerdì 22 febbraio 2013 alle19:15 ha scritto: rispondi »

Non è strana, è il classico funzionamento di una truffa. Ed è purtroppo classico che i truffati accettino qualunque scusa per non rendersi conto di essere stati truffati.

Smarcell1961, martedì 15 gennaio 2013 alle14:29 ha scritto: rispondi »

 Ci vuole la certificazione per vendere un pelouche, come potevate pensare che fosse stato semplice averla per un oggetto che non si sa come funziona, non si sa cosa c'e' dentro, e se funziona forse produce una reazione nucleare ? Ma dove vivete ?

Matty66, martedì 8 gennaio 2013 alle23:05 ha scritto: rispondi »

Come è' strana questa cosa dell 'e-cat...

Mario Oz, martedì 8 gennaio 2013 alle16:54 ha scritto: rispondi »

cerco uno spacciatore di generatori di energia di qualsiasi tipo. un pusher ecocompatibile. chissenefrega delle certificazioni? non voglio essere tutelato da uno stato che distrugge l'ambiente e si preoccupa della salute dei consumatori. esagero.

Vittorio, martedì 8 gennaio 2013 alle16:39 ha scritto: rispondi »

Alessandro, tranquillizzati, appena troveranno il sistema per farci pagare le accise come per il gas, l'elettricità e tutti i carburanti che impieghiamo anche l'E-cat troverà il suo spazio. Non si può dire di certo che le armi non siano pericolose, eppure hanno tutte la loro brava certificazione. Infine nessuno è obbligato a comperarlo, Rossi non ha mai ricevuto un centesimo di finanziamento pubblico, quindi?

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