Anche a noi capita di sbagliare. Poco fa commentando una frase di Daniele Passerini su conferme sulla bontà dell’E-Cat che arriverebbero da “un’istituzione molto importante, il cui nome incomincia per N”, avevamo ipotizzato, quasi per scherzo, la NASA. Un altro articolo, da quel pozzo di notizie sul lavoro di Andrea Rossi che è ECat News, svela che il misterioso acquirente dell’E-Cat dovrebbe essere nientemeno che la NATO.

Insomma, come per internet, anche questa volta sarebbero sempre i militari ad arrivare per primi sulla scoperta in grado di cambiare il volto della nostra civiltà. Questo spiegherebbe, fra le altre cose, il perché pare chiamassero, durante il test del 28 ottobre, “colonnello” l’ing. Domenico Fioravanti, ovvero l’inviato del committente. Se così fosse, potrebbe essere stato lui a dare le famose conferme a Passerini.

Di questo “ingegnere colonnello”, Rossi avrebbe detto (sottolineiamo il condizionale):

Un ingegnere della NATO (un colonnello), che ha 30 anni di esperienza in impianti termici e sistemi termodinamici.

Se tutto questo fosse confermato non ci sarebbero più grandi motivi per rimanere scettici. Il punto è che neanche chi dà la notizia, conferma la sua autenticità. In questo modo, come è normale che sia, la reazione media degli scettici è per lo meno sarcastica.

Infine, si era detto che il cliente misterioso fosse una multinazionale. Ora viene fuori che è un ente militare e la spiegazione data dal giornalista Hank Mills (e tradotta da ECat News) aumenta le nostre perplessità:

Quello che sappiamo sulla società è che NON è il “grosso nome”, la multinazionale americana di cui si è così ampiamente parlato alcune settimane fa. Il rapporto di Rossi con quella compagnia potenziale è svanito (almeno per quanto riguarda la vendita dell’impianto) e questa nuova azienda / organizzazione (o forse entità militare) si è fatta avanti.

Perché una grande multinazionale si sarebbe prima fatta avanti con Rossi e poi tirata indietro? Perché Rossi non aveva mai accennato seriamente a questi fatti? Non vogliamo con queste domande iscriverci nel partito degli scettici, ma nello sforzo di mantenere una certa obiettività non possiamo che lamentare ancora una volta la scarsa trasparenza con cui tutta questa storia si sta svolgendo.

Fonte. ECat News

2 novembre 2011
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