Andrea Rossi starebbe recapitando in questa settimana ben 3 reattori a dei partner statunitensi. Si tratta, come è noto, di tre E-Cat, reattori a fusione fredda. Le notizie giungono frammentarie, ma facendo un po’ d’ordine si materializza un piano abbastanza chiaro degli eventi:

  • I tre reattori sono di diversa natura. Uno è la versione classica da 1MW termico. Gli altri due sono due prototipi. Un Gas-Cat (l’E-Cat che si accende con alimentazione a gas e non ha bisogno di essere collegato alla rete) e un Hot Cat (il reattore a fusione fredda che raggiunge temperature di 600 gradi). Tutti e tre sono pensati per usi industriali, ma nel caso dei prototipi sarà un uso ancora sperimentale, anche perché si attendono delle certificazioni;
  • Si parla di partner e non di clienti, dettaglio secondo noi importante;
  • I reattori sono stati costruiti in Italia, mentre il partner è statunitense. A parte il dettaglio della spedizione, questa cosa ci fa pensare che probabilmente la capacità industriale vantata da Rossi negli USA non ha raggiunto ancora livelli di maturità sufficienti.


>>Scopri i risultati dei test sull’Hot Cat di Andrea Rossi

Peraltro, Rossi parla di foto dei reattori che verranno rese note. Le aspettiamo, ovviamente con impazienza ma, a ogni modo, non possiamo non notare alcune incongruenze. Rossi aveva lasciato intendere più volte che la sede industriale della Leonardo Corporation fosse negli USA. Il Gas-Cat, poi, dovrebbe essere ormai qualcosa di più di un prototipo. Insomma, se i follower di Rossi possono essere contenti, gli scettici hanno sempre nuovi argomenti per continuare a dubitare dell’ingegnere italiano. A partire, intanto, anche dal fatto che ancora una volta non si conoscono i nomi di tali partner.

30 aprile 2013
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