Durban, Unione Europea e Stati Uniti dichiarano senza mezzi termini la necessità di lasciarsi il Protocollo di Kyoto alle spalle. Unico punto però su cui hanno fino a questo momento mostrato un’intesa. L’UE ha chiesto un nuovo piano ancora più rigido rispetto al precedente, mentre gli USA hanno già posto la loro prima condizione “necessaria e non sufficiente” per il raggiungimento di un accordo globale.

I paesi appartenenti all’Unione Europea fanno sapere attraverso il proprio negoziatore, Artur Rung-Metzger, di come ritengano necessario il superamento di Kyoto non come un colpo di spugna, ma come la necessità di un impegno maggiore e in tempi più brevi:

Il Protocollo di Kyoto appartiene ormai al passato. L’umanità ha bisogno di un programma molto più ambizioso per frenare il surriscaldamento del pianeta.

Gli USA saranno pronti ad impegnarsi soltanto quando avranno la certezza che paesi altrettanto competitivi economicamente faranno lo stesso. Lo sguardo è inevitabilmente rivolto verso Pechino. Dai rappresentanti cinesi fanno però sapere che faranno la loro parte per a riduzione dei gas serra, però ogni iniziativa verrà posta in essere unicamente dopo che le loro posizioni economiche si saranno consolidate. Inoltre la Cina rifiuta ogni accordo globale: se contribuiranno a salvare il pianeta lo faranno secondo un loro personalissimo programma di marcia.

La riuscita della Conferenza mondiale sul clima a Durban sembrerebbe quindi appesa ad un filo estremamente sottile, tanto che ben pochi credono ormai in una sua positiva conclusione. Non ancora pronta a gettare la spugna Greenpeace che, attraverso il responsabile della campagna Energia e Clima Salvatore Barbera, invia un messaggio ai leader mondiali:

È necessario ed urgente che la politica, riunita in questi giorni a Durban, trovi un nuovo accordo vincolante per l’abbattimento dei gas serra. Far morire il protocollo di Kyoto non è una opzione che ci possiamo permettere.

29 novembre 2011
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