Durban: Greenpeace denuncia le aziende sabotatrici

Come già annunciato, a giorni a Durban (Sud Africa) si terrà un summit internazionale, sotto l’egida delle Nazioni Uniti, il cui tema non potrebbe essere più scottante: il mutamento climatico. Se da un lato i gruppi ambientalisti si stanno muovendo per ottenere finalmente un autentico cambiamento di rotta da parte della politica internazionale, le lobby di tutto il mondo cercano al contrario di mettere i bastoni fra le ruote.

Greenpeace, sempre puntuale in queste circostanze, ha preparato una lista di quelle che giudica “le peggiori”:

Nella cricca di chi rema contro la salvaguardia del clima anche Shell, Eskom, BASF, ArcelorMittal BHP Billiton e le industrie Koch.

Obiettivo dei “cattivi” è salvare i combustibili fossili e gli interessi a essi collegati. In particolare, a rischiare sono i poteri legati al carbone, definito non a caso “il peggior killer del clima“:

È irresponsabile parlare di aumenti negli investimenti sul carbone mentre televisioni e giornali documentano l’evolversi della tragica situazione di questi giorni causata da maltempo nel Messinese.

Intanto però, cominciano a muoversi interessi economici anche a favore della green energy. In particolare, notano quelli di Greenpeace, sono gli europei ad aver assunto coscienza (e investito soldi) nel settore. Come previsto, si annuncia battaglia. Ci uniamo, però all’augurio dell’associazione ambientalista:

Un accordo equo e vincolante per salvare il clima del Pianeta, e tutti noi, è sempre più urgente. Per questo speriamo che alla conferenza di Durban, l’Italia e i nostri politici parteciperanno con uno spirito nuovo. Se i Governi vogliono scongiurare le conseguenze irreversibili dei cambiamenti climatici, devono ascoltare i cittadini, prima ancora dei mercati, e agire nell’interesse della collettività.

Vi terremo aggiornati.

Fonti: Greenpeace Italia | Greenpeace internazionale

25 novembre 2011
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