Italia in linea con gli obiettivi sul clima previsti nel Protocollo di Kyoto. Lo aveva reso noto l’AEA (Agenzia Europea sull’Ambiente) alcune settimane fa, ma lo ribadisce anche il ministro dell’Ambiente Corrado Clini dopo il suo arrivo a Durban. Dopo mesi in cui il nostro Paese è stato al centro di ripetute “indagini” per il mancato rispetto degli obblighi UE, finalmente un risultato positivo.

Le diminuzioni dei gas serra avrebbero addirittura superato quanto richiesto dal trattato, 6,8% di CO2 in meno rispetto al 1990 a fronte di una percentuale richiesta pari al 6,5. Un risultato frutto sì di complicati calcoli, anche virtuali (si pensi all’effetto di assorbimento da parte delle foreste o ai certificati per progetti finanziati nel terzo mondo), ma anche della forte crescita in questi ultimi anni delle fonti rinnovabili, ora in grado di coprire il 22,3% del fabbisogno energetico nazionale.

In questo senso, ammette anche l’agenzia europea, l’Italia ha saputo muoversi nella giusta direzione. Un aiuto in questo senso è stato dato anche dalla crisi, che ha portato a minori produzioni e attività, generando un conseguente minore impatto industriale sulle emissioni. In questo senso arriva il monito dal ministro Clini, che sottolinea come andranno studiati interventi mirati:

Adesso il problema – spiega il ministro Corrado Clini, incontrato a margine della Cop di Durban – è quello di perfezionare il «decoupling» tra l’effetto della crisi economica e la riduzione delle emissioni. Dobbiamo poter tornare a crescere senza dover temere una ripresa dei gas serra.

Corrado Clini ha anche assicurato la disponibilità dell’Italia ad impegni giuridicamente vincolanti che vadano oltre Kyoto. Soddisfazione per le dichiarazioni del ministro dell’Ambiente italiano da parte di Legambiente. L’associazione ambientalista chiede però al nostro Paese anche di farsi promotore di un’alleanza trasversale tra le nazioni più industrializzate, in grado di smuovere le posizioni di Cina, India e USA:

Un passo nella giusta direzione. L’Italia insieme all’Europa deve impegnarsi nelle prossime ore a Durban – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – per la nascita di un’alleanza trasversale tra paesi industrializzati, emergenti e in via di sviluppo in grado di spingere Cina e India ad abbandonare il gioco dei veti contrapposti e costringere così gli Stati Uniti ad approvare un mandato a sottoscrivere entro il 2015 un accordo globale che abbia come architrave il Protocollo di Kyoto. Un’impresa molto difficile alla quale occorre dedicare ogni sforzo sino all’ultimo minuto dei negoziati.

9 dicembre 2011
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