Il dugongo, o Dugong dugon, è considerato a tutti gli effetti la vera sirena dei mari: il mammifero, infatti, rientra nell’ordine Sirenia. Parente stretto del lamantino, le sue tracce risalgono a circa 6.000 anni fa: i primi resti sono stati individuati nelle zone storiche dell’Akab Island, negli Emirati Arabi. L’animale acquatico possiede una colorazione grigio bianca, con una misura media di tre metri di lunghezza, per un peso che oscilla tra 400 e 500 chilogrammi. Le femmine risultano più pesanti e lunghe del maschio, ma l’evoluzione fisica è rimasta la stessa nel tempo, in linea con l’habitat che lo accoglie. Diffuso relativamente nella zona dell’Oceano Indiano, è stato avvistato anche nello Sri Lanka e nel Mar Rosso. La comunità più corposa di questi mammiferi è presente lungo le coste settentrionali dell’Australia e proprio nel già citato Mar Rosso. Altrove, invece, le testimonianze non superano le cento unità.

=> Scopri i dugonghi intrappolati nelle gabbie


Fisicamente massiccio e tozzo, è stato ribattezzato mucca del mare: la pinna caudale simile ai cetacei, e due pinne anteriori a spatola, non lo salvano da una linea pesante e corpulenta. La testa appare dal formato singolare, con due occhi e orecchie piccole, ma con due labbra e narici grosse, date dal tipo di alimentazione. Riemerge con costanza per immagazzinare aria, l’ossigeno viene diretto alla mioglobina dei muscoli per permettergli di non soffrire di embolia e di nuotare a lungo sott’acqua. Sono animali sociali che amano poltrire galleggiando, mentre il corteggiamento è un rituale lungo e complesso, che vede i maschi contendersi la femmina. Il più delle volte è lei a scegliere, e questo porta a un accoppiamento lungo e lento che conduce al concepimento di un unico piccolo.

Caratteristiche e leggende

Il dugongo ama muoversi quasi in solitaria ed è un mammifero marino completamente vegetariano: la sua dieta è composta quasi esclusivamente da fanerogame, ovvero piante marine delle famiglie Potamogetonaceae, Hydrocharitaceae e Cymodoceaceae, che mangia in abbondanza fino a raggiungere il quantitativo di 30 chilogrammi al giorno. Si sposta lungo i fondali marini bassi, dove letteralmente bruca il cibo con costanza, sollevandolo con le pinne e masticando con le sue particolari labbra.

=> Scopri il mostro marino scoperto nelle Filippine


Il dugongo è difficile da individuare e scovare, non solo perché riservato, ma principalmente per la caccia sconsiderata che ne ha ridotto il numero. In passato esistevano due razze: il Dugong dugon e l’Hydrodamalis gigas, quest’ultima si è estinta proprio per l’ingerenza umana. Per questo oggi è un esemplare protetto e tutelato. Attorno alla sua figura tozza sono nate e cresciute diverse leggende e storie popolari: c’è chi lo vuole portatore di sventura altre di buona fortuna. Le lacrime dell’animale erano considerate l’ingrediente principale delle pozioni d’amore, mentre le sue ossa venivano trasformate in amuleti. Trova spazio in molti libri, in particolare nell’Odissea, dove la figura e il canto delle sirene ammalia i marinai, mentre Ulisse legato all’albero della nave sfugge al pericolo. Eppure, nella realtà il dugongo non possiede una voce soave, il suo non è un canto esotico e fisicamente non ricorda una donna affascinante.

11 agosto 2017
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento