È una storia davvero commovente, che viene dalla Cina e che meritava di essere raccontata. Ci ha pensato GoPro, il noto marchio di videocamere “indossabili”, che ha pubblicato un video sul proprio canale youtube. Si tratta della storia di due amici, uno cieco e l’altro senza braccia, che hanno deciso di fare squadra e compensare l’uno le mancanze dell’altro, dando vita ad un ammirevole progetto che ha lo scopo di ridurre l’inquinamento del proprio territorio e di lasciare un messaggio a chi verrà dopo di loro.

Jia Wenqi e Jia Haixia vivono da sempre nel villaggio di Yeli, vicino Pechino. Jia Wenqi perse entrambe le braccia quando aveva solo tre anni, a causa di un incidente nel quale rimase attaccato all’alta tensione; Jia Haixia è nato cieco da un occhio e all’età di 39 anni, durante un infortunio sul lavoro perse anche l’uso dell’altro occhio.

Da quel momento in poi non poteva più prendersi cura di sua moglie e di suo figlio, ma grazie al sostegno dell’amico, che egli chiama “fratello”, riuscì a non perdersi d’animo e a trovare uno scopo che desse ancora un senso alla propria vita: piantare alberi. Ecco come raccontano la loro decisione i due amici:

Ci siamo chiesti “Cosa faremo? Non possiamo semplicemente starcene qui seduti, inutili per la società”. Non avevamo molte opzioni, ma essere vivi significa avere uno scopo. Perciò ci siamo detti “Piantiamo degli alberi!”.

I due amici hanno investito tutte le loro risorse per piantare le prime 800 piante. Dopo poco però sono morte tutte e il loro progetto ambientalista stava per naufragare, ma anche in quella fase hanno saputo incoraggiarsi a vicenda, sono stati l’uno le braccia e l’altro gli occhi, per il proprio amico e hanno saputo sperimentare nuove tecniche che permettessero l’attecchimento degli alberelli. Alla fine sono arrivati a piantarne 10.000, una vera e propria foresta.

La vita all’interno di questo sistema sta rinascendo: gli uccelli hanno cominciato a nidificare e si sta creando un ambiente più sano di quello compromesso in anni e anni di attività delle cave di calce che si trovano lì intorno. I due continueranno la loro “missione” finché saranno in vita. Ecco quello che vogliono lasciare alle generazioni successive, con la speranza che possano continuare a “recuperare” l’ambiente, come hanno fatto loro:

Anche se siamo fisicamente limitati, il nostro spirito è illimitato. Allora lasciamo che le generazioni dopo di noi, e tutti gli altri, vedano cosa hanno realizzato due individui disabili. Anche dopo che ce ne saremo andati, vedranno che un uomo cieco e uno senza braccia hanno lasciato loro un’intera foresta.

24 giugno 2016
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