Capire come cambiano gli ecosistemi in relazione ai cambiamenti climatici è molto importante per la scienza. In alcuni luoghi però monitorare le condizioni della vegetazione, per esempio, può essere molto complicato. In questo caso subentra di solito la tecnologia e laddove non possono i satelliti ecco che arrivano in aiuto i droni.

Dal’Università di Exeter (Regno Unito) arriva un progetto per il monitoraggio di alcune zone aride del mondo che prevede proprio l’uso di droni dotati di fotocamere relativamente a basso costo. Il sistema viene programmato per scattare foto in modo automatico e consente così una valutazione dettagliata dell’ambiente, più di quanto si otterrebbe utilizzando costose apparecchiature satellitari o andando sul posto a fare rilevamenti.

I ricercatori della Exeter hanno già sperimentato questo drone con fotocamera nel Sevilleta National Wildlife Refuge nel Nuovo Messico centrale (Stati Uniti) dove l’analisi è costata intorno ai 3.000 dollari. I primi risultati sono stati pubblicati sulla rivista Remote Sensing of Environment. Le prossime fasi di studio si soffermeranno sulle zone artiche del Canada.

Si tratta di uno strumento dalle enormi potenzialità, che potrà rivoluzionare il mondo dell’ecologia. Andrew Cunliffe, che lavora presso il College of Life and Environmental Sciences e che ha condotto lo studio, spiega:

Abbiamo dimostrato che si possono utilizzare attrezzature poco costose per misurare meglio le piante e il modo in cui cambiano nel tempo e nello spazio. La natura degli ecosistemi delle zone aride dotata di molte piccole piante comporta una difficile misurazione della vegetazione in questi luoghi, utilizzando le tecniche di monitoraggio disponibili in precedenza.

Questa tecnica colma il divario tra metodi satellitari e a terra. È uno strumento che ci aiuta a capire ulteriormente i sistemi climatici e quali cambiamenti stanno avvenendo ora, e cosa potrebbe accadere in futuro.

Ben il 40% della superficie terrestre è ricoperto da zone aride. Qui risiedono ecosistemi dinamici, che continuano a cambiare anche in relazione ai cambiamenti che sta subendo il clima terrestre.

Si tratta in ogni caso di aree che forniscono acqua, cibo e carburante e permettono la sussistenza di 2,4 miliardi di persone. Per questo è importante capire come si stanno adattando e come saranno in futuro. Ancora una volta a dare una risposta arriva la tecnologia, una tecnologia sempre più “low cost” e alla portata di tutti.

9 giugno 2016
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