Il DRIA test è uno degli esami che viene utilizzato come supporto alla diagnosi delle intolleranze alimentari, un fastidioso disturbo di cui soffre circa il 2-3% degli italiani. Alcuni comuni alimenti o ingredienti causano uno stato di malessere generale, caratterizzato da alcuni debilitanti sintomi: mal di pancia, gonfiore, pesantezza di stomaco, stanchezza o sonnolenza dopo il pasto, diarrea e alcune volte anche il vomito.

Questi segnali sono aspecifici, pertanto è necessario che il medico escluda alcune malattie dell’appartato gastro-intestinale per poi indirizzare il paziente verso la ricerca di un’intolleranza alimentare: prima con una opportuna dieta a esclusione e poi con un test a supporto, come appunto il DRIA.

Diagnosi di un’intolleranza alimentare

Medico del cibo

Nutritionist female Doctor in her office. Focus on fruit via Shutterstock

L’anamnesi, cioè la serie di domande che fa il medico durante una visita, è il momento essenziale della diagnosi. Il paziente potrebbe segnalare, oltre ai sintomi, anche il loro eventuale aggravamento dopo un pasto o dopo aver consumato uno degli alimenti più spesso causa di intolleranza come grano, latte e latticini, frutta con guscio, lieviti, soia o uova.

Queste prime indicazioni sono utili per prescrivere una dieta a esclusione: regime dietetico che prevede l’eliminazione di un cibo sospetto. La scomparsa, o anche solo l’evidente riduzione dell’intensità dei fastidi, è utile per orientare la diagnosi. Un test a supporto servirà a questo punto per confermare, ed eventualmente rilevare, altre intolleranze.

DRIA test: teoria e metodo

Allergie alimentari

Food Allergy via Shutterstock

Uno dei test diagnostici più usati è il DRIA test, che si è dimostrato un utile supporto per verificare sospette intolleranze alimentari. L’analisi misura un particolare e specifico riflesso generato dal contatto con una sostanza “nociva”: la caduta della forza muscolare. Il metodo è sostenuto da degli studi scientifici, alcuni presentati anche in occasione di importanti eventi internazionali come il Congresso mondiale di Allergologia di Vancouver.

In pratica, al paziente seduto su un particolare sedile viene fissata una cinghia alla caviglia: la trazione che il paziente esercita sulla cinghia viene misurata da un dinamometro. Durante il test l’operatore somministra, per via sub-linguale o a contatto con la mucosa nasale, delle diluizioni s‎tandard degli alimenti sospetti. Gli alimenti a cui l’organismo è intollerante causano un calo della forza muscolare.

Vantaggi, svantaggi e costi

Costi del medico

Doctor with a calculator. calculation of costs and revenues in physician practice and hospital via Shutterstock

Questo esame è utile perché non invasivo e, in caso di risultati dubbi, anche facilmente ripetibile. Inoltre è veloce e non richiede quasi mai la sospensione delle eventuali cure in corso.

Il principale svantaggio di questo test è la difficoltà, o addirittura l’impossibilità di farlo con i bambini: richiede, infatti, la completa ed attenta partecipazione del paziente e quindi una certa coscienza.

Il DRIA test è in genere eseguito da un medico in un contesto di diagnosi che prevede la visita ed anche un percorso diagnostico che non si limita al test, ci sarà per esempio la prescrizione di una dieta a esclusione e progressiva re-introduzione. Il costo del solo esame col metodo DRIA è di circa 150 euro. In genere, però, il paziente paga anche la visita specialistica perciò di solito l’ammontare è di circa 230-250€. L’analisi fa parte della lista dei metodi definiti “non convenzionali”, pertanto il costo è a totale carico del paziente.

5 agosto 2014
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