Il dragoncello, conosciuto anche con il nome di estragone, è una pianta aromatica che riscuote un certo successo in cucina, in particolare come aromatizzante di salse e contorni. Disponibile per buone parte dell’anno, come coltivare questa pianta in vaso oppure in orto?

Prima di cominciare con la coltivazione, è utile informarsi se le condizioni climatiche del proprio luogo di residenza siano adatte al drangoncello. Per questo motivo, è sempre utile chiedere consiglio al proprio fornitore di semenze di fiducia, così come anche al negozio di botanica preferito.

Cosa sapere prima di coltivare il dragoncello

Dragoncello

Fresh tarragon. Selective focus via Shutterstock

L’Artemisia dracunculus è una pianta aromatica e perenne, appartenente alla famiglia delle Asteracee. Originaria della Russia e della Siberia del Sud, la varietà si è diffusa in tutto l’occidente a scopo culinario. Al di fuori delle zone d’origine, tuttavia, la pianta non cresce spontaneamente ma viene coltivata. Si caratterizza per un aspetto cespuglioso, con fusti che possono raggiungere anche il metro d’altezza, per produrre poi dei piccoli e singolari fiori giallastri, distribuiti in infiorescenze a pannocchia. Le foglie, lunghe e sottili, sono lucenti e dal colore intenso.

Il clima preferito è quello temperato, senza eccessivi cali di temperatura né giornate troppo afose. Ama l’esposizione al sole, ma teme il vento: per questo, nella dimora definitiva, sarà utile predisporre degli appositi ripari. In Italia non cresce spontaneamente, così come già specificato, ma può essere facilmente coltivata su tutto lo Stivale. Data la sua buona adattabilità climatica, può essere una varietà aromatica da gustare sin dalla primavera fino all’autunno inoltrato. La fioritura, non a caso, è dall’estate fino a ottobre inoltrato.

Il terreno ideale è quello morbido e fertile, sebbene la varietà dimostri una buona capacità di adattamento. Importante è accertarsi di scegliere del terriccio altamente drenante, poiché il dragoncello non ama i ristagni d’acqua. È inoltre consigliata una blanda fertilizzazione con concime organico, quale il compost, quindi anche un’opera di zappatura prima della semina per garantire una distribuzione uniforme delle sostanze nutritive.

Le necessità d’acqua non sono elevate: il dragoncello, infatti, non richiede altro intervento oltre alle normali precipitazioni, in particolare in primavera e in autunno. Durante l’estate, soprattutto se afosa, bisognerà provvedere con un’annaffiatura anche quotidiana, prendendo coem riferimento il tasso di aridità del terreno.

Coltivazione in vaso e in orto

Dragoncello

Fresh tarragon in a herb garden via Shutterstock

Il dragoncello è una pianta aromatica che ben si presta sia alla coltivazione in orto che in vaso, dove può essere scelto sia come varietà alimentare che, in alternativa, come decorazione.

In ogni caso, la predisposizione del contenitore rimane molto importante. Sul fondo andrà adagiato un letto di ghiaia e cocci, così da favorire il deflusso dell’acqua, si riempie quindi il tutto con del terriccio morbido e ben areato, possibilmente arricchito con compost o altre concime organico. In giardino, invece, utile sarà una blanda opera di zappatura per garantire la distribuzione uniforme delle sostanze nutritive.

La semina viene effettuata in primavera o in autunno, a seconda delle proprie preferenze, ma rimane comunque una delle modalità meno frequenti. Questo perché la pianta tende a produrre semi sterili, mentre solo pochi esemplari daranno luogo a un germoglio. Per questo, si preferisce moltiplicare il rizoma oppure procedere per talea, così anche da mantenere le caratteristiche genetiche della piante d’origine. Non impossibile, inoltre, è il trapianto di piantine d’acquisto. In ogni caso, utile sarà procedere con una coltivazione per file, mantenendo comunque un buono spazio tra un esemplare e l’altro, all’incirca di una quarantina di centimetri. Questo perché il dragoncello, crescendo, tende a produrre dei cespugli molto vivaci. La raccolta avviene al bisogno e progressivamente, quando la pianta avrà raggiunto dimensioni sufficienti per il consumo. In genere si colgono sia le foglie che le infiorescenze, evitando di rimuovere ogni esemplare dalla singola pianta. Le foglie, inoltre, possono essere fatte essiccare in un luogo fresco e al buio.

Tra le pratiche di manutenzione ciclica, l’eliminazione delle erbacce e di altre piante infestanti, la pacciamatura se necessario e il controllo di insetti e altri parassiti.

8 novembre 2015
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