I draghi di Komodo esistono ancora oggi: originari dell’Australia, continente che ha dato i natali all’antenato di questo rettile, oggi i varani abitano principalmente l’omonima isola indonesiana di Komodo. A quanto pare, circa 900.000 anni fa questi rettili emigrarono dalla terra natia per approdare verso le isole indonesiane. Secondo alcune ricerche, la struttura corporea degli antenati era leggermente differente, tanto da consentirgli di prosperare a Komodo grazie all’assenza di rivali e predatori. Ma la conformazione era identica agli esemplari odierni, tanto da convincere gli esperti della loro origine, certificandone la provenienza. Secondo il professore di paleontologia Tim Flannery, in forze alla Macquarie University di Sydney, l’arrivo dell’uomo in Australia circa 50.000 anni ne ha decretato l’estinzione in terra natia, pericolo che sta investendo anche gli esemplari emigrati in Indonesia.

Esistono molte curiosità su questi animali così misteriosi e attenti: ad esempio, da millenni sono note le conseguenze del morso pericoloso del varano, sia a causa dei batteri presenti nelle sue fauci – dovuti alla carne ingurgitata, quindi ai processi di putrefazione della stessa sui denti – che, come scoperto recentemente, di apposite ghiandole velenose. Secondo uno studio riportato dal National Geographic, il veleno presente nel morso del drago rallenterebbe la circolazione sanguigna, spingendo la preda verso uno stato di shock e inattività. Proprio questa caratteristica permette all’animale di contrastare antagonisti molto più grandi, nonostante i draghi di Komodo possano raggiungere i duecento chilogrammi e una corporatura massiccia. Infatti, si sostiene che proprio la loro conformazione fisica abbia ispirato la creazione di King Kong.

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Sicuramente, per mantenere questo formato, devono nutrirsi in modo abbondante: possono ingurgitare anche l’equivalente dell’80% del loro peso. Dopo il pasto passano il tempo al sole, attendendo che la digestione proceda come di consueto, per poi rigurgitare una palla di elementi non commestibili (corna, denti, zoccoli). Il procedimento digestivo è molto lento e lungo, così i draghi possono sopravvivere anche con un pranzo al mese. Prediligono cibi freschi ma non disdegnano le carogne: questo li spinge anche a frequentare cimiteri e tombe, causando disagi ai familiari dei defunti. Non sono animali aggressivi nei confronti dell’uomo, eppure negli ultimi 41 anni hanno contribuito alla morte di quattro persone. Una cosa è certa: in prossimità di un varano è bene correre molto velocemente, più dello stesso dello stesso. Infatti, a dispetto del formato, il drago è un concentrato di muscoli e potenza, che gli consente di raggiungere velocità pari all’uomo.

Riproduzione e carattere

I draghi di Komodo possiedono una vista e un udito limitati, ma si orientano anche grazie all’olfatto – molto sviluppato – e alla lingua, che permette di localizzare, assaporare e letteralmente decodificare gli stimoli esterni. Amano vivere di giorno sfruttando il calore del sole, mentre il periodo dell’accoppiamento cade tra maggio e agosto, con una deposizione delle uova a settembre. I maschi combattono per le femmine, ma il vincitore spesso viene tenuto a distanza dalle stesse. Il comportamento è inizialmente di sfida, tuttavia porterà alla creazione di una coppia monogama. Le femmine possono generare anche senza la presenza del maschio, per partenogenesi. I cuccioli e i draghi giovani vivono a distanza degli adulti, solitamente sugli alberi, perché in mancanza di cibo potrebbero trasformasi in prede facili. Si rotolano quindi nelle feci, per trasformarsi in prede disgustose da evitare.

Quello che sicuramente potrebbe sorprendere, è una spiccata predilezione per il gioco. Nonostante l’indole aggressiva, predatrice e amante delle carogne, il drago di Komodo apprezza le attività ludiche. È quanto scoperto dagli studiosi osservando gli esemplari in cattività, analizzati mentre giocano serenamente con scarpe e frisbee, ma anche scatole, coperte e corde. L’osservazione di Kraken, un esemplare di casa presso lo Smithsonian National Zoological Park, ha confermato questo dato: il varano era intento a sollecitare gioco e l’interazione, partecipando a un singolare tiro alla fune con i guardiani dello spazio. Nessuna attività violenta o aggressiva è stata registrata, ma puro e semplice intrattenimento.

21 marzo 2017
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