Scarpe vegane: nuova linea da Dr Martens

Sono state il simbolo degli anni ’90, dei giovani grunge, del disagio di quella generazione che di accettare il sistema non ne voleva proprio sapere. E oggi continuano a essere di moda, grazie a un nugolo affezionatissimo di stimatori. Eppure le Dr Martens, la nota linea di scarpe e anfibi, non sono adatte a tutti: ad esempio ai vegani, dato il ricorso alla pelle bovina. In occasione dell’Earth Day, la Giornata della Terra, la società ha deciso di lanciare una linea in materiali vegan-friendly.

8 paia di stivaletti e 3 di classiche scarpe, in materiale sintetico ma non per questo qualitativamente inferiori alle altre proposte della linea Dr Martens. Dallo scozzese al tartan, dal rosso fuoco al morbido tessuto, queste calzature saranno la gioia per tutti quei consumatori vegani che per anni hanno rinunciato al fascino di un prodotto di culto, soprattutto fra le subculture giovanili.

Gli stivaletti, tutti con suole a cuscinetti d’aria per il massimo confort nella camminata, sono pensati per adattarsi al piede dell’utilizzatore dopo qualche giorno, in modo simile a quanto succede per la classica linea in pelle. E non sono solo cruelty-free, i materiali utilizzati – dall’ecopelle al cotone – sono altamente riciclabili, per ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente in termini di rifiuti, una volta che le scarpe saranno dismesse.

Sebbene il gruppo sia stato spesso criticato dagli attivisti animalisti e vegan per il convinto ricorso alla pelle d’animale, un fatto in contrasto con le istanze di protezione dei diritti di ogni specie, l’apertura al mondo veg è certamente importante per un’azienda così conosciuta in tutto il mondo. Sempre più società, e non solo nel settore dell’abbigliamento, stanno prevedendo delle linee vegan di prodotti da affiancare alle classiche: il sintomo più evidente di come le istanze cruelty-free si stiano facendo strada nei desideri dei consumatori, sempre più attenti all’impatto ambientale e alla sofferenza eventualmente generata dai propri acquisti.

25 aprile 2014
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I vostri commenti
caterina, martedì 29 aprile 2014 alle6:37 ha scritto: rispondi »

Se solo una millesima parte, mondiale,fosse attenta e cercasse " veramente"di risolvere, le problematiche del mondo....allora qualcosa di buono sarebbe fatto!

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