Dormire come azione preventiva nei confronti di obesità e malattie croniche. Questo quanto afferma la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), secondo la quale un sonno ridotto o di scarsa qualità produrrebbe nei bambini effetti ben oltre l’irritabilità e la difficoltà di concentrazione.

Secondo quanto emergerebbe dallo studio a rivelarsi importante non sarebbe soltanto il dormire per un certo numero di ore, quanto anche la regolarità del riposo. Come ha sottolineato Paolo Brambilla, coordinatore del gruppo di lavoro della Sipps ‘Obesità e stili di vita':

La durata del sonno sembra essere associata a patologie croniche: non solo obesità ed insulino-resistenza, ma anche diabete mellito di tipo 2, disturbi cardiovascolari ed aumentata mortalità.

La metanalisi degli studi pediatrici mostra come per ogni ora di sonno in più il rischio di sovrappeso e obesità risulti ridotto in media del 9%. Studi epidemiologici suggeriscono infatti che soggetti, sia adulti che bambini, definiti come ‘short sleepers’ tendono ad avere un maggiore indice di massa corporea (BMI), una maggiore percentuale di grasso corporeo e una maggiore circonferenza della vita nei confronti di chi rispetta le ore di sonno raccomandate.

Una pratica che si tradurrebbe un minimo di ore di sonno al giorno di 11 per i bambini sotto i 5 anni e di 10 sotto i 10 anni d’età. Come conclude il presidente SIPPS Giuseppe Di Mauro:

Importante compito del pediatra e dei genitori è quindi quello di educare fin dai primi anni di vita non solo a corrette scelte alimentari, ma anche a corretti stili di vita quali un’adeguata attività fisica ed un’abitudine regolare al sonno sia in termini di qualità che di quantità. Le indicazioni riguardo una corretta igiene del sonno sono solo un aspetto di quello che è un più ampio discorso su un corretto stile di vita.

3 luglio 2014
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