Dormire: servono più di 8 ore di sonno, colpa degli smartphone

Dormire tra le 7 e le 8 ore al giorno non sarebbe sufficiente per riposarsi e mettersi al riparo dai disturbi fisici. A sostenerlo un ricercatore statunitense, in forza presso la Pennsylvania State University: il dott. Daniel Gartenberg. Secondo l’esperto del sonno sarebbe necessario un minimo di 8 ore e mezza per ottenere un riposo sufficiente.

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Il problema secondo Gartenberg risiederebbe nell’eccessiva esposizione alle informazioni, che renderebbe più lungo e laborioso il processo di “omeostasi sinaptica” messo in atto una volta che si è iniziato a dormire. Come più volte sostenuto dal ricercatore statunitense, questa serie di operazioni permetterebbe al cervello di filtrare i dati assimilati al fine di conservare solo quelli effettivamente rilevanti. Da qui la questione legata alla mole di “input” ricevuti in una giornata:

Penso che abbiamo bisogno di più riposo perché adesso siamo bombardati con così tante informazioni. Una delle funzioni principali del sonno è proprio quella di prendere tutte le informazioni acquisite durante la giornata e suddividerle in cosa è rilevate e cosa no.

Gli smartphone e i social network influirebbero in maniera negativa in tal senso, prosegue Gartenberg aumentando in maniera esponenziale le informazioni ricevute durante la giornata e da dover “metabolizzare” durante il processo di omeostasi sinaptica. Un ulteriore svantaggio dall’uso dei tali dispositivi elettronici deriverebbe inoltre dalle luci blu emesse dagli schermi, che altererebbero i normali ritmi circadiani rendendo più difficile l’addormentarsi in tempo per riuscire a dormire le 8 ore e mezza di sonno richieste dal cervello.

15 giugno 2018
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