Dormire meno di 7 ore aumenta rischio depressione e ansia

Dormire meno di 7 ore può aumentare le probabilità di sviluppare depressione o ansia. A sostenerlo uno studio della Georgia Southern University, pubblicato sulla rivista scientifica “Neurology, Psychiatry and Brain Research”, i cui ricercatori indicano come anche soltanto 60 minuti di sonno in meno rispetto allo standard indicato siano sufficienti ad aumentare il rischio di una percentuale compresa tra il 60 e l’80%.

Al fine di definire la relazione tra il dormire troppo poco e l’insorgenza di patologie e condizioni negative, quali ansia, depressione, stress e spossatezza, i ricercatori hanno analizzati profili e comportamenti di 20.851 persone coinvolte in un’indagine telefonica del 2012.

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Gli studiosi si sono focalizzati nello specifico su quanto spesso, nei precedenti 30 giorni, i partecipanti avessero sperimentato depressione, ansia o stress, spossatezza o semplicemente uno stato mentale negativo. Al contempo è stato annotato il numero di ore che ciascuno di loro dedicava quotidianamente al sonno.

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Particolari rischi sarebbero a carico delle donne, che a causa dei livelli ormonali risulterebbero più esposte all’insonnia. Quest’ultima viene indicata, da un precedente studio della Binghamton University, come condizione debilitante a livello mentale, tanto da rendere i soggetti meno capaci di affrontare le emozioni negative e di conseguenza meno resistenti di fronte all’insorgenza della depressione.

Il numero di ore di sonno ideale secondo la National Sleep Foundation risulterebbe compreso tra 7 e 9, variabile in funzione dell’età e delle abitudini del soggetto. Alcune abitudini sane e dei rimedi naturali possono aiutare a dormire meglio.

Ad esempio la sera è opportuno evitare gli alcolici e i cibi troppo grassi o difficili da digerire, favorendo invece cibi leggeri e ricchi di magnesio (ottime soluzioni per la sera sono verdure a foglia larga, pesce e legumi). Prima di andare a dormire è infine una buona abitudine, in caso di problemi di insonnia, il consumo di tisane a base di camomilla, valeriana e melissa.

10 maggio 2018
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