Dormire con i cani è utile per il dolore cronico

Si discute ormai da tempo dell’opportunità di lasciare dormire il cane sul letto di casa, insieme ai proprietari. E la discussione è molto accesa, poiché esistono studi sia a favore della pratica, poiché avrebbe effetti rilassanti sulla psiche, e altri invece contrari per ragioni igieniche e per possibili disturbi del sonno. Una nuova ricerca, tuttavia, ha fatto luce su un ambito fino a oggi non indagato: quello del dolore cronico. Pare che la compagnia di un quadrupede nelle ore notturne, infatti, sia benefica per la riduzione dei sintomi e per un riposo migliore.

È quanto spiega Cary Brown, ricercatrice per la facoltà di Medicina Riabilitativa dell’Università di Alberta, in Canada. Da un piccolo studio è emerso come la presenza del cane stimoli la produzione di specifici ormoni che permettono di ridurre la sensibilità al dolore, un effetto molto utile per chi purtroppo soffre di patologie croniche.

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Di norma, le persone che soffrono di dolore cronico hanno problemi anche nel sonno, di conseguenza chiedono ai loro medici se possono dormire con i loro animali domestici. Viene loro riferito di allontanare i quadrupedi dalla stanza, ma questo consiglio standard potrebbe rappresentare in realtà un danno. […] Il contatto fisico con il cane e le coccole prima di dormire, nonché la sua capacità di distrarre i pazienti dall’ansia per il dolore o per rimanere tutta la notte da soli, aiutano. I pazienti si sentono più rilassati e sicuri e non provano quello stress tipico del tentare di addormentarsi.

Non è però tutto poiché, oltre a stimolare il rilassamento e la produzione di ormoni di contrasto al dolore, i cani aiutano i proprietari malati ad acquisire una routine del sonno, fattore fondamentale per gestire le conseguenze negative della patologia.

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Così come spiega la ricercatrice, lo studio non vuole smentire le consuetudini mediche, pronte a consigliare una notte senza il disturbo di un amico a quattro zampe, considerando come i cicli del sonno siano molto diversi tra animali e uomo. Ma, in alcuni casi particolari come quello del dolore cronico, l’alternativa dovrebbe essere considerata con più attenzione dai professionisti, soprattutto per quelle persone che non possono approfittare di un trattamento farmacologico efficace.

16 ottobre 2018
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