Dormire 45 minuti per migliorare le prestazioni della memoria. Secondo alcuni ricercatori tedeschi schiacciare il proverbiale “pisolino” dopo un’attività di studio favorisce il richiamo dei ricordi. A sostenerlo il gruppo guidato dal Professor Axel Mecklinger della Saarland University, in Germania.

Durante lo studio sugli effetti del sonno sulla memoria ai partecipanti è stato chiesto di studiare 90 parole singole e 120 associazioni di parole non in relazione tra loro. Un esempio del tipo di combinazione è stato espresso nella coppia “latte taxi”. Metà dei soggetti hanno poi riposato per 45 minuti dopo la fase di apprendimento mentre gli altri hanno visionato un DVD.

Secondo quanto riportato sulla rivista scientifica Neurobiology of Learning and Memory coloro che hanno dormito durante il tempo successivo all’attività di studio hanno ricordato più combinazioni di parole rispetto agli altri. Una capacità cinque volte maggiore secondo quanto ha spiegato il Professor Axel Mecklinger:

Le prestazioni mnemoniche dei partecipanti che hanno svolto un riposo ristoratore si sono dimostrate buone tanto quanto quelle prima del riposo, il che significa appena dopo aver completato la fase di apprendimento.

In senso stretto si può affermare che le prestazioni mnemoniche non sono migliorate nel gruppo che ha svolto il riposo rispetto ai livelli misurati subito dopo aver terminato la fase di apprendimento, ma sono rimasti costanti.

Un breve sonno ristoratore risulterebbe quindi uno strumento prezioso per massimizzare l’apprendimento ed evitare la perdita di informazioni secondo i ricercatori tedeschi. Come ha concluso lo stesso Mecklinger:

Un breve riposo in ufficio o a scuola è sufficiente per migliorare in maniera significativa il successo nell’apprendimento. Dovunque le persone si trovano in un ambiente destinato all’apprendimento dovremmo considerare seriamente i possibili effetti del dormire.

Migliorare il richiamo delle informazioni attraverso l’attività del dormire non richiede l’inserimento di tomi voluminosi sotto il nostro cuscino. Un periodo di concentrazione nell’apprendimento seguito da un breve sonno rilassante è tutto quello che serve.

23 marzo 2015
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