Oltre alla vittoria di Orlando a Palermo, particolare importanza ricopre la contemporanea affermazione a Genova di Marco Doria. Il candidato del centro-sinistra è infatti chiamato a prendere in mano una città che, pur per motivi diversi da quelli del centro siciliano, vive una crisi ambientale di pari importanza.

In effetti, qualsiasi rilancio della città non potrà che passare da un preciso piano di sostenibilità e contemporaneo recupero dei danni idrogeologici provocati da anni di cementificazione senza il giusto controllo. La tragedia delle alluvioni è una delle macchie indelebili che la vecchia amministrazione, sempre di centro-sinistra, porta con sé. La credibilità del progetto di Doria passa, allora, anche dalla credibilità dei suoi interventi in materia.

E, stando almeno a quanto possiamo leggere dal programma elettorale, la politica ambientale del nuovo sindaco sembra porsi in questo senso i giusti obiettivi. Notiamo, fra l’altro, come i documenti programmatici messi online da Doria siano piuttosto articolati e completi, lontani dall’eccessiva sinteticità del programma di Orlando. Per questo motivo non possiamo in questa sede che riprenderne solo alcuni dei punti più importanti.

Iniziamo notando come Doria riconosce al tema ambientale la sua giusta importanza:

Tutto il sostegno allo sviluppo economico andrà impostato alla luce di una specifica attenzione rivolta all’ambiente e alla sua qualità e dovrà prevedere l’attenuazione e in prospettiva l’annullamento dei disagi connessi con le attività economiche, l’incentivazione dell’uso e della produzione di energie rinnovabili, la promozione dell’efficienza e del risparmio energetico in tutti i settori a cominciare dagli edifici comunali. Si dovrà puntare sulle tecnologie più avanzate e sulla diffusione delle reti di comunicazione più efficienti, peraltro confermando e rafforzando la scelta a favore del trasporto pubblico nell’impostazione della politica dei trasporti.

Dunque, riduzione dell’inquinamento, sviluppo delle energie rinnovabili, investimenti nel settore dell’efficienza energetica e sviluppo della mobilità urbana sono le direttrici principali entro cui la nuova amministrazione intende muoversi. Ma la priorità, come già anticipato, resta la risoluzione del problema tragico del dissesto idrogeologico:

Andrà innanzitutto data priorità a una serie di interventi intesi a riportare in equilibrio la situazione idrogeologica largamente compromessa, in modo da evitare il continuo ripetersi di eventi disastrosi.

Rispetto a un tema di così urgente attualità non potremmo in nessun modo ritenere soddisfacenti delle dichiarazioni così generiche. È quindi davvero apprezzabile che Doria specifichi meglio, all’interno del suo programma, il proprio progetto:

La recente disastrosa alluvione e la possibilità che eventi di tale entità possano ripresentarsi richiedono un’urgente messa in sicurezza dell’intero territorio genovese. Appare evidente che l’obiettivo di una reale messa in sicurezza del territorio potrà essere raggiunto solo se saranno disponibili ingenti finanziamenti pubblici statali. Il Comune deve impegnarsi per ottenerli. Oltre ai grandi interventi in atto come la copertura del Bisagno, occorre provvedere con urgenza all’abbattimento degli edifici realizzati in alveo e alla realizzazione del canale scolmatore del Ferreggiano.

La lotta all’inquinamento atmosferico sembra essere un altro dei cardini della politica ambientale di Doria, non soltanto attraverso la conferma degli impegni già presi dalle precedenti amministrazioni, come il Patto dei Sindaci (che vorrebbe una riduzione della produzione di gas serra del 20% entro il 2020), ma anche aumentando le iniziative in questo senso. E la lotta comprende sia le emissioni responsabili del cambiamento climatico, sia il comune smog, i cui danni alla salute sono ben noti.

In questo senso sono tante le iniziative proposte da Doria per contenere il traffico e ridurre le emissioni. Una in particolare ci sembra degna di essere ricordata:

La chiusura della Centrale ENEL in porto, atto necessario per eliminare una delle maggiori fonti di inquinamento dell’aria in città, deve essere effettuata senza ricadute negative in termini di occupazione: per questo si deve proseguire, in base a quanto concordato tra Comune ed ENEL, con la progressiva dismissione degli impianti tra il 2012 e il 2017.

La nuova amministrazione riceve un’eredità per quanto riguarda la situazione dell’inquinamento marino e della mobilità quasi rosea in confronto ad altre città italiane. Doria si propone allora, sostanzialmente, di continuare questo cammino integrandolo con nuove attività laddove ci siano ancora delle lacune. In questo senso, dovrebbero essere aperte delle piste ciclabili e in seguito creato un servizio di bike sharing. Soprattutto, però, l’obiettivo di Doria per quanto riguarda la mobilità è quello di assumere un controllo razionale del fenomeno, guidando la città verso una progressiva sostituzione dell’auto come mezzo privilegiato nel trasporto urbano con il trasporto pubblico e le alternative ecologiche:

Occorre mettere in campo idee innovative ma profondamente radicate nella nostra realtà e nel difficile contesto di risorse limitate in cui ci troviamo. è importante non sbagliare la sequenza corretta: prima vengono le idee, una “visione” della nostra città, e solo dopo si reperiscono le risorse necessarie per portare avanti i progetti che realizzano questa idea di mobilità urbana.

L’accurata pianificazione deve essere alla base dell’azione. Occorre creare un Masterplan del trasporto pubblico e della mobilità ciclistica e pedonale, dotarsi su scala locale di Piani della sicurezza in cui risultino chiari gli obiettivi, le risorse, i dati di partenza, le azioni teoricamente ed effettivamente perseguibili. A seguito di ciò vanno sviluppati Piani della mobilità, integrati nei Piani del traffico, in cui si definiscono annualmente le azioni prioritarie in funzione dei dati raccolti e delle risorse.

Per quanto riguarda le rinnovabili e l’efficienza energetica, sono viste da Doria come un ottimo strumento sia per il contenimento dell’inquinamento, sia per il rilancio occupazionale. Il neo sindaco intende in questo senso avvalersi dei vari bandi europei per lo sviluppo del settore.

Infine, particolare importanza ricopre nel progetto la questione del trattamento dei rifiuti. Strettamente legata sia alla questione del degrado del territorio sia a quella dell’inquinamento, si tratta di una delle problematiche più costanti di tutto il nostro Paese: da Palermo a Napoli, da Roma a Genova. Il programma di Doria sembra ben consapevole di tutto ciò:

La gestione del ciclo dei rifiuti è elemento fondamentale di una politica che metta al centro la valorizzazione dei beni comuni, l’estensione della sfera del pubblico e il valore della legalità. Si tratta infatti di un tema sensibile e strategico connesso alla salute dei cittadini, alla valorizzazione del territorio e alla qualità delle acque che lo bagnano. Inoltre l’esperienza ci dice che a tale filiera si rivolge una particolare attenzione della criminalità organizzata. I rischi d’infiltrazione crescono con l’allungarsi della filiera e con la moltiplicazione dei soggetti che su essa insistono.

Nello specifico sono previste attività per rilanciare la raccolta differenziata, il riciclo, un aumento delle isole ecologiche, ecc. Ci piace però sottolineare che il primo punto risulta giustamente essere la riduzione dei rifiuti alla fonte. Diminuire la quantità di spazzatura prodotta dalle famiglie (oltre che ridurre i rifiuti di origine industriale) può sembrare inizialmente un obiettivo eccessivo e difficile. Probabilmente, però, è davvero il primo passo verso cui si dovrebbe lavorare:

Da anni è all’ordine del giorno il tema della riduzione dei rifiuti alla fonte, cioè di come si può diminuire la produzione di materiali da smaltire. Le soluzioni possibili sono note: dalla riduzione degli imballaggi, all’incentivazione all’uso dell’acqua di rete in sostituzione di quella in bottiglia fino alla diffusione della spina (latte, detersivi…), solo per citarne alcune. In realtà, sarebbe necessaria l’adozione di politiche più incisive da parte dell’Italia e della UE che impongano regole precise a produttori e a centri di distribuzione. Nonostante ciò la Regione e le amministrazioni locali hanno positivamente attivato interventi in questa direzione. Intensificare l’impegno in tal senso è assolutamente necessario. Una strada che riteniamo vada battuta con maggiore determinazione è quella di traguardare accordi fra istituzioni, associazioni di categoria, grande distribuzione e rappresentanze dei consumatori, al fine di incidere significativamente sulla quantità di rifiuti prodotti.

Anche in questo caso, ovviamente stiamo parlando di propositi su carta. Quello di Doria resta comunque un progetto che ha per lo meno il merito di non semplificare eccessivamente la complessità della gestione ambientale di una città. Se poi alle parole seguiranno i fatti, lo vedremo solo col tempo.

23 maggio 2012
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