Scegliere una dieta che tenga conto della nostra salute e di quella del pianeta è possibile. Questo è quanto ha affermato il Barilla Center for Food and Nutrition durante l’esposizione del rapporto State of the World – Salvare il Pianeta, iniziativa curata dal WWF in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua. La ricetta per il mangiare sano viene solitamente rappresentata da una piramide nella quale si valutano i benefici degli alimenti sul nostro organismo. Lo studio del Barilla Center, improntato in questo caso su una doppia piramide, affianca al primo ordinamento una seconda classificazione stilata in funzione dell’impatto ambientale. In questa nuova catalogazione, i cibi vengono valutati sulla base della quantità di gas serra emesso e dell’utilizzo di risorse idriche e del suolo. I due sistemi presentano dati concordanti in termini di benefici per l’uomo e per la Terra, così come ha spiegato Gabriele Riccardi, membro dell’Advisory Board del Barilla Center:

Leggendo la doppia versione della piramide emerge che gli alimenti per i quali è consigliato un consumo più frequente sono anche quelli che determinano gli impatti ambientali minori; al contrario gli alimenti meno raccomandabili sono anche quelli che colpiscono di più il Pianeta.

Tra le varie tipologie nutrizionali che vengono portate ad esempio esce a testa alta la nostra “dieta mediterranea”, che con il suo consumo prevalente di carboidrati e verdura causa un’emissione di circa 2,2 kg di gas serra; più del doppio l’impatto prodotto dall’alimentazione nord americana, che essendo improntata su carni e dolci si attesta a 5,4 kg. Discorso analogo per l’utilizzo di acqua, minore e più efficace se finalizzato ad una “cucina vegetariana”.

27 marzo 2011
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