Le cronache sui casi di animal hoarding, l’accumulo compulsivo di animali domestici, diventano di giorno in giorno più frequenti. Sdoganata la patologia sui media, sempre più episodi arrivano all’attenzione dell’opinione pubblica, per quello che sta diventano un problema molto più diffuso di quanto inizialmente pensato. L’ultima scoperta i quel di Houston, negli Stati Uniti, dove due sorelle hanno condiviso una piccola casa con ben 130 gatti, in un ambiente completamente saturo di escrementi.

Come spesso accade, la segnalazione alle forze dell’ordine è arrivata dai vicini, allertati dall’insopportabile olezzo che invade il quartiere a ogni sospiro di vento. Arrivati sul posto, gli agenti si sono trovati di fronte a una situazione dai confini apocalittici: almeno 130 gatti rinchiusi in casa e in pessime condizioni di salute, costretti a vivere su uno strato di feci secche alte quasi un metro in alcuni punti, scavalcando i cadaveri degli esemplari ormai deceduti e in avanzato stato di decomposizione.

Le sorelle, due gemelle di 60 anni di cui una gravemente malata forse a causa di un tumore, qui condividevano le loro giornate. Tra l’immondizia e i rifiuti biologici dei felini, le esalazioni di ammoniaca e altre sostanze tossiche sono risultate così elevate tanto da costringere poliziotti, veterinari e personale della sicurezza pubblica a indossare delle speciali maschere protettive. Una delle due proprietarie, la più deperita, è stata trasportata in ambulanza al più vicino pronto soccorso, intubata per garantire un corretto apporto di ossigeno e sottoposta a ulteriori accertamenti medici.

Così come spiegato dagli agenti, la zona meno coinvolta della casa è la cucina, dove le sorelle paiono aver mantenuto una vaghissima parvenza d’ordine. Il resto dell’abitazione completamente irriconoscibile, sommerso di escrementi, animali in decomposizione, spazzatura, polvere, mobili distrutti, indumenti. Così come riporta la stampa USA, è uno dei più gravi casi di animal hoarding rilevati fino a oggi. I gatti sono stati trasferiti in un rifugio e, verificate le loro condizioni di salute, saranno dichiarati adottabili. Le due donne, invece, pare abbiano deciso di trasferirsi altrove.

1 aprile 2014
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