Donna non udente adotta un cagnolino sordo

Un ragazza non udente è entrata in contatto con un cagnolino di soli sette mesi, di nome Mika, affetto dalla stessa condizione. Il cucciolo era stato rifiutato dalla famiglia di origine proprio per la sua particolarità, come se la sordità fosse un limite. La giovane Amanda Geffen, da sempre desiderosa di adottare un cagnolino sordo, si è quindi decisa a conoscere Mika per stabilire un primo contatto. Il cucciolo era stato preso in cura presso il rifugio Anarchy Animal Rescue con sede a New York, negli Stati Uniti. Il gruppo non è nuovo a questo genere di accoglienze e salvataggi, perché specializzato in cani con particolari esigenze fisiche. Molti gli ospiti albini, quindi con difficoltà uditive e spesso anche visive.

Qualche mese fa l’associazione aveva accolto un gruppo di cani che conducevano una vita randagia, finiti in un canile in Arkansas. Questi animali erano legati tutti dalla stessa caratteristica fisica: non potevano sentire o vedere. Presi in cura dal gruppo di New York, hanno trovato le giuste attenzioni, così da crescere in salute.

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In un secondo momento, anche Mika ha trovato casa presso l’Anarchy Animal Rescue, rifugio gestito su base volontaria da un team di sole tre persone, tra cui Jesie Stephenson. La donna è specializzata nel linguaggio dei segni, ed è una grande amica di Amanda: in breve tempo ha stabilito un contatto con i nuovi cagnolini insegnando loro una comunicazione non verbale.

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Mika e Amanda hanno subito legato e la giovane ha avviato con il cane un percorso educativo fatto di segni e dialoghi nuovi, che il cagnolino sta assorbendo velocemente. Non ci sono vocalizzi, ma movimenti delle mani che Mika ha imparato a riconoscere e comprendere, e questo gli ha permesso di vivere un’intera settimana in casa della ragazza. Come tutti i cuccioli dorme, mangia, gioca e mastica gli oggetti, oltre a essere un animale molto affettuoso e intelligente. Nulla di diverso dal consueto: Mika conosce i segni base per sedersi, camminare e andare a fare una passeggiata. Ma ha imparato anche il significato di mamma e del più classico dei messaggi d’amore: “ti amo”. Questa testimonianza positiva, diramata anche attraverso il profilo Facebook dell’associazione, potrebbe risultare molto educativa e importante per chi nutre pregiudizi nei confronti del mondo dei sordi. Abbattendo stereotipi e barriere, per osservare quanto è ricca, piena e vivace l’esistenza di Amanda e di Mika.

14 aprile 2017
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