Sorgono nuove polemiche per l’amministrazione del neopresidente Donald Trump, da pochi giorni alla Casa Bianca ma già scrutato dagli occhi attenti dei media e dell’opinione pubblica. A seguito delle proteste per la limitazione dei flussi migratori negli Stati Uniti, nuove critiche vengono rivolte al magnate a stelle e strisce, questa volta sul fronte della protezione degli animali. Stando a quanto riportano le fonti statunitensi, il Dipartimento dell’Agricoltura statunitense (USDA) avrebbe rimosso l’accesso a un lungo catalogo di documenti connessi all’Animal Welfare Act, una legge di tutela per gli animali. E a rischio, sostengono gli esperti, non vi sarebbe solo la salvaguardia di specie rare o esemplari d’allevamento, ma anche dei comuni cani e gatti.

Negli ultimi 10 anni, il Dipartimento dell’Agricoltura ha garantito l’accesso pubblico a una lunga serie di report relativi alla condizione degli animali ospitati in laboratori di ricerca, zoo, circhi, allevamenti, rifugi, strutture di recupero, trasporti, centri ricreativi e molto altro ancora. La pubblicazione di questi documenti, compilati in base alle istanze di controllo e salvaguardia dell’Animal Welfare Act e dell’Horse Protection Act, pare abbiano permesso di ridurre i casi di abuso e maltrattamento nell’ultimo decennio, proprio per la possibilità di consultazione pubblica degli esiti del monitoraggio. La nuova amministrazione, tuttavia, avrebbe deciso di rendere inaccessibile questo grande database, “per garantire trasparenza ma mantenere il diritto alla privacy degli individui” e, pertanto, per visionare la documentazione si renderà necessario effettuare una richiesta secondo il Freedom of Information Act.

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I report coprono circa 7.813 strutture e attività, di cui 1.200 di queste sarebbero laboratori di ricerca, tra cui il National Institutes of Health, la Food and Drug Administration e il Center for Disease Control and Prevention. La maggior parte di queste strutture, molte delle quali istituzionali, già forniscono al pubblico report indipendenti o di terze parti sul benessere degli animali ospitati nei loro centri, di conseguenza la nuova direzione dell’USDA non dovrebbe rappresentare un limite. Più complessa, tuttavia, diventerebbe la questione in relazione ad attività diverse dalla ricerca scientifica o non amministrate a livello istituzionale, quali allevamenti, strutture ricettive, compagnie dedite all’intrattenimento e molto altro. Un fatto che potrebbe rendere difficili le operazioni di tutela da parte delle organizzazioni preposte al salvataggio e al recupero di animali e che, indirettamente, potrebbe riflettersi non solo su capi selvatici e d’allevamento, ma anche sui comuni esemplari domestici quali cani e gatti. Più claudicante, ad esempio, potrebbe divenire il controllo degli allevatori di amici a quattro zampe, riducendo le azioni possibili contro chi si è macchiato di abusi o verso i “dog breeder” che non rispettano i vincoli imposti dalla legge.

La divisione statunitense di Humane Society, così come riferisce Science Mag, avrebbe contestato la decisione del Dipartimento dell’Agricoltura, sottolineandone i potenziali rischi:

Questa azione non è di beneficio per nessuno, se non per quelle strutture che hanno maltrattato gli animali e vogliono che nessuno lo sappia.

Di avviso simile anche Adam Roberts, CEO di Born Free USA, così come conferma il National Geographic:

La decisione del governo di rendere più difficile l’accesso a queste informazioni protegge ulteriormente gli sfruttatori di animali, in un sudario di segretezza dove le loro malvagie attività prosperano.

8 febbraio 2017
I vostri commenti
Silvano, giovedì 9 febbraio 2017 alle19:27 ha scritto: rispondi »

Meno pericoloso di Obama che ha provocato la destabilizzazione del Nord Africa, del medio Oriente, la guerra in in Ucraina, e gli hanno pure dato il Nobel per la pace. Non lasciamoci influenzare dai suoi nemici, lasciatelo lavorare e poi giudicheremo.

luisa, giovedì 9 febbraio 2017 alle11:43 ha scritto: rispondi »

qualcuno lo fermi....... ha dei oproblemi seri

alessandra, mercoledì 8 febbraio 2017 alle17:08 ha scritto: rispondi »

questo presidente è un idiota......un cretino assoluto perciò estremamente pericoloso

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