Il 6 ottobre, distribuito da Lucky Red, uscirà nei cinema il documentario francese Domani, di Cyril Dion e Mélanie Laurent. GreenStyle ha avuto l’occasione di vederlo in anteprima e bisogna ammettere che l’opera dei due registi ha un impatto emotivo davvero molto forte.

D’altra parte il tema che è al centro delle immagini è di quelli impegnativi: che mondo lasceremo un domani ai nostri figli? Il viaggio intorno al mondo di Dion e Laurent si propone dunque lo scopo di andare a cercare risposte su come le persone stanno tentando di affrontare l’inquinamento ambientale, la sostenibilità e su come stanno rivedendo i propri stili di vita in modo tale che non accada l’irreparabile dal punto di vista ambientale.

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Cambiamenti climatici, sistemi economici che hanno fallito o che stanno fallendo, stili di vita che non sono più sostenibili. “Domani” è in cerca di risposte, ma anche di rassicurazioni: stiamo facendo qualcosa per non distruggere del tutto il Pianeta e le sue biodiversità?

Occorre ammettere che il primo approccio con Domani è di tipo problematico: le notizie che vengono fornite nei primi minuti del documentario sono di quelle catastrofiche che mettono ansia. D’altra parte cambiamenti climatici, desertificazione, fenomeni atmosferici più violenti e carestie non sono nulla di nuovo e l’allarme è più concreto che mai. Bisogna fare qualcosa e bisogna farla subito perché la Terra non potrebbe continuare a reggere la situazione attuale o situazioni ben peggiori di questa.

Se il documentario parte in modo allarmistico – com’è giusto che sia – proseguendo nella visione e nel viaggio che i protagonisti hanno compiuto intorno al mondo – lo spirito si fa assai più ottimista. Ci sono già moltissime persone e numerose realtà che hanno deciso di non restare a guardare e di attivarsi per contribuire a migliorare l’ambiente e la qualità della vita di tutti. Ci sono persone che stanno facendo qualcosa, e sebbene lo sforzo debba essere ancor più incisivo e importante, il finale del documentario è estremamente ottimistico.

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Cyril Dion e Mélanie Laurent hanno viaggiato attraverso Paesi europei come la Germania, la Svizzera, la Francia, la Finlandia, la Danimarca, l’Islanda e l’Inghilterra, ma si sono diretti anche a San Francisco, Detroit, New York, India e Rèunion e in ognuno di questi posti hanno mostrato realtà alternative che forse molti neppure sapevano che esistessero.

A Detroit hanno mostrato come la popolazione cittadina ha reagito dopo il crollo dell’industria automobilistica, a Bristol e in altre zone della Gran Bretagna hanno documentato l’esistenza delle monete locali complementari a quelle nazionali, hanno raccontato di realtà che si stanno o si sono già staccate dalla dipendenza dei carburanti fossili (come Islanda e Copenaghen) e infine hanno mostrato un sistema di istruzione altamente qualificato e valido come quello presente in Finlandia e in generale nei Paesi del Nord Europa.

“Domani” si snoda attraverso cinque capitoli, per un totale di 118 minuti: Agricoltura, Energia, Economia, Democrazia e Istruzione, sono questi i vari aspetti che i registi prendono in esame.

La scelta di terminare con il capitolo Istruzione non credo sia stata affatto casuale: il documentario finisce con uno sguardo sui bambini, con i futuri adulti di domani ma termina anche con la fiducia riposta in loro e con la speranza che attraverso l’istruzione il mondo possa essere davvero un posto migliore per tutti.

“Domani” è un’opera che andrebbe mostrata anche e soprattutto ai più piccoli, che dovrebbe essere diffusa nelle scuole tanto è importante e vitale il messaggio di cui si fa portatrice.

3 ottobre 2016
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