Si chiama Dogs Deserve Better ed è un’organizzazione senza scopo di lucro che si impegna a liberare i cani costretti a catena, in particolare sul territorio statunitense. La pratica dei quadrupedi a catena è piuttosto diffusa in USA, dove gli animali spesso possono muoversi solo nel raggio di pochi metri, perché vincolati da una struttura di ferro pesante. La loro vita si sviluppa quindi in pochi metri quadrati dove dormono, mangiano, si siedono e defecano: tutto nello stesso spazio ristretto. Non c’è amore, non c’è interazione, non c’è la possibilità di una sgambata, non c’è rispetto ma solo costrizione e prigionia.

Gli animali appaiono quindi maltrattati e depressi, spesso vittime di ansia e angoscia. Questo incide sulla loro esistenza perché uno spazio piccolo, angusto e costrittivo accentua l’istinto della territorialità e quindi dell’aggressività. L’organizzazione perciò interviene per strappare questi cani a una vita di sofferenza e dolore, fatta di privazioni e negligenze. Per questo il gruppo si avvale del supporto dei cittadini, anche attraverso le loro segnalazioni, così da intervenire tempestivamente. Come nel caso di Misty, un cucciolo simil Pit Bull costretto a catena in South Carolina e liberato dalla solitudine e dalla sofferenza.

Trasportato in un centro di recupero in Virginia, il piccolo ha ripreso a vivere, camminare, mangiare e principalmente a correre. Una sensazione nuova e meravigliosa per il cagnolino, tutta da vivere. Dogs Deserve Better, attraverso il suo sito, cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla problematica dei cani a catena, molti dei quali finiscono per morire impiccati, nel disperato tentativo di scavalcare recinti e palizzate. Una fuga drammatica verso la libertà ma che volge spesso in negativo. I cani salvati invece vengono seguiti attraverso un percorso di rinascita e riabilitazione, pronti per nuove famiglie e nuove abitudini. Lontani dalla schiavitù di una catena corta, dalle privazioni e dalla solitudine.

26 marzo 2015
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