Si chiamano puppy mills ma sono note come fabbriche di cuccioli, dove nascono cani ai ritmi di una catena di montaggio. Una serie di femmine fattrici sono obbligate a gravidanze continue, spesso recluse in spazi angusti senza la possibilità di annusare aria fresca e camminare sull’erba. Questo è il mercato dei cani di razza e da questo ambiente malsano arriva il simpatico Dobby.

Il cane, di razza Piccolo Levriero italiano, ha vissuto recluso per più di 5 lunghissimi anni in una struttura del Missouri, costretto in una gabbia piccola senza la possibilità di muoversi agilmente. Il suo ventre nero dimostra una posizione costante a terra, a contatto diretto con sporco, batteri e immondizia. A rendere ancora più deprimente la sua storia è la mancanza di denti, che fa penzolare la lingua fuori dal suo muso. Danni fisici senza pari ma anche psicologici, che lo hanno trasformato in un’anima spaurita e timorosa.

L’intervento della National Dog Mill Rescue del Colorado ha bloccato l’attività illecita, prelevando tutti i cani vittime dello sfruttamento. Così per Dobby si sono aperte le grate della sua piccola gabbia ed è entrato in un programma di recupero fisico ed emotivo. Di lui si è innamorata una famiglia del Connecticut che, nonostante la distanza, ha preso il primo volo e ha adottato il piccolo cane. Ribattezzato amorevolmente Super Lingua, il simpatico Dobby può finalmente godersi amore e affetto.

La sua famiglia ha aperto una pagina su Facebook dove quotidianamente aggiorna il pubblico di sostenitori sugli sviluppi e sul suo recupero affettivo. Dobby, che sfoggia divertenti e caldi pigiamini, conserva un po’ di timore figlio della terribile detenzione. Ma in poco tempo ha fatto molti progressi, dimostrando di adorare tutte le attenzioni che gli vengono riservate. La piaga delle fabbriche di cani e cuccioli è purtroppo una realtà sempre attiva, i piccoli spesso ingrassano il mercato nero e finisco per morire durante il trasporto illegale. Oppure dopo un acquisto lampo sono vittime di infezioni, perché privi di vaccinazioni regolamentari. E nel caso di sopravvivenza, finita la moda del momento, vengono abbandonati e finiscono tristemente in canile.

5 dicembre 2013
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