Un giudice ne aveva disposto la soppressione, poiché considerato animale pericoloso. Eppure per Jeb, un cane guida statunitense, vi sarà fortunatamente un altro destino: grazie all’analisi del DNA, l’animale è stato infatti scagionato da ogni accusa ed è tornato dai suoi cari. Il tutto è accaduto a Saint Clair, nel Michigan, dove per diverse settimane una causa legale ha diviso due famiglie di vicini.

Jeb è un cane di grande taglia che, oltre a dimostrare un animo particolarmente amorevole, è addestrato per aiutare i suoi proprietari, Penny e Ket. L’animale, inoltre, da anni convive pacificamente con tre altri cani, sette gatti e un gruppo di simpatiche galline, con cui ha avuto sempre rapporti sereni, senza mai dimostrare nessuna forma di aggressività. Il cane, un Malinois Belga, si è inoltre rivelato indispensabile per il proprietario Ken, un veterano di 79 anni, affetto da alcune problematiche neurovegetative che ne rendono l’esistenza complessa. Proprio dato l’animo pacifico del quadrupede, nonché la sua costante predisposizione alla cura, la coppia di anziani è rimasta sorpresa nell’apprendere di una procedura legale a carico del loro amico a quattro zampe.

=> Scopri l’uso del DNA le adozioni


Secondo quanto riferisce CNN, lo scorso agosto Jeb sarebbe stato rinvenuto nei pressi del corpo del cane dei vicini, quest’ultimo ritrovato senza vita. I proprietari del piccolo esemplare, un Pomerianian, hanno infatti affermato di aver notato Jeb dalla finestra di casa, mentre si trovava sopra il corpo dell’ormai esanime Vlad. Convinti che il quadrupede potesse aver ucciso il loro amato cucciolo, si sono quindi rivolti alle autorità, aprendo una causa legale nei confronti dei vicini. Una reazione più che comprensibile, considerato come il cagnolino venisse accudito dalla coppia come un vero e proprio figlio. Ne è nato quindi un contenzioso in tribunale e, lo scorso settembre, la corte della Contea di Saint Clair ha disposto la soppressione del cane, poiché animale pericoloso.

I proprietari del cane guida, tuttavia, non hanno voluto perdersi d’animo e, tramite un ricorso, hanno potuto sottoporre il loro amico a quattro zampe all’analisi del DNA. Dopo aver prelevato alcuni campioni di tessuto rinvenuti sul corpo del cucciolo deceduto, gli stessi sono stati confrontati con il codice genetico dell’animale condannato: è così emerso come non sia stato Jeb a uccidere il quadrupede dei vicini, bensì un altro e ignoto cane. Un dato incontrovertibile che ha convinto i giudici a sospenderne la condanna, assegnandone nuovamente la custodia ai proprietari.

10 febbraio 2017
Fonte:
CNN
Lascia un commento