Una ricerca dell’Università di Copenhagen coordinata da Eske Willerslev e Ludovic Orlando ha consentito tracciare quella che si presenta come la mappa del DNA più antica fino a ora ottenuta dalla scienza. L’impresa è stata resa possibile dai resti di un cavallo vissuto circa 700.000 anni fa scoperti dagli studiosi nel Nord del Canada.

Le basse temperature del luogo mantengono infatti il terreno costantemente ghiacciato, consentendo alle ossa del quadrupede, in particolare a quelle di una zampa, di arrivare in uno stato di buona conservazione a distanza di diverse centinaia di anni dalla sua scomparsa.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature e ha il pregio di dimostrare come il DNA sia in grado di sopravvivere per lunghissimi periodi, molto di più di quanto ipotizzato in precedenza dagli scienziati. Non a caso, Craig Millar e David Lambert, studiosi rispettivamente dell’università di Auckland, in Nuova Zelanda, e della Griffith University, in Australia, hanno sottolineato proprio questo aspetto, spiegando:

La ricerca evidenzia che il DNA può avere una sopravvivenza maggiore di quanto immaginato e ciò suggerisce che si potrebbe studiare anche il DNA degli ominidi più antichi che potrebbe fare luce sull’evoluzione dell’uomo.

In effetti la ricerca consentirà di fare luce sull’evoluzione dei cavalli, ma sono in tanti gli esperti che ipotizzano l’impiego delle nuove tecniche di sequenziamento del DNA per studiare più a fondo l’evoluzione della specie umana, facendo leva sui resti dei primi ominidi scoperti in passato in varie zone fredde del Pianeta e potenzialmente in grado di dare preziose indicazioni sui passaggi genetici che hanno interessato il genere umano nel corso dei millenni.

Il DNA del cavallo preistorico è stato confrontato sia con il DNA di un altro cavallo più recente, risalente a 43.000 anni fa, sia con il genoma di altre cinque razze contemporanee, compreso il cavallo di Przewalski. I risultati indicano che il genere Equus, al quale fanno capo tutti i cavalli odierni, gli asini e le zebre, ha avuto origine circa quattro milioni di anni fa, cioè il doppio rispetto a quanto si è pensato fino a oggi.

È emerso inoltre che i cavalli sono diventati una specie distinta dagli asini circa 4.000 anni fa e che il cavallo di Prezwalski, una razza in via di estinzione, si può considerare l’erede diretto e l’ultimo superstite degli antichi cavalli selvaggi.

28 giugno 2013
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Lascia un commento