Los Angeles si riconferma nuovamente come una città attenta alla salvaguardia degli animali. Non solo negli scorsi giorni l’intera California ha vietato la caccia all’orso con l’ausilio di Fido, ma già da mesi i cani provenienti da allevamenti intensivi non possono essere più venduti all’interno dei confini del territorio cittadino. Di ieri, però, una nuova e interessante iniziativa: la municipalità sta vagliando l’ipotesi di bandire il ricorso degli elefanti al circo.

Quello dello sfruttamento degli animali al circo è un tema molto caro anche in Italia, soprattutto a seguito della triste vicenda della giraffa fuggita e deceduta in quel di Imola. Da tempo lo spettatore si è convinto che ci si possa divertire anche senza degli animali in cattività e – non è certo un caso – sono proprio gli spettacoli animal-free a essere i più gettonati, si pensi al Cirque du Soleil. Perché, però, a Los Angeles ci si sta focalizzando solo sugli elefanti e non su tutti gli animali?

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A quanto pare, affinché il provvedimento possa diventare esecutivo, vi deve essere la dimostrazione di un maltrattamento animale a scopo di business. Storicamente, questo tipo di indagini è stata condotta principalmente sugli elefanti – si ricordi qualche tempo fa la polemica sulle possibili torture genitali per costringere i pachidermi a eseguire i comandi – e la municipalità, di conseguenza, si trova a dover approfittare delle uniche casistiche a sua disposizione. A farsi promotore dell’iniziativa è Paul Koretz, membro animalista della giunta cittadina, il quale conferma proprio questa attenzione agli elefanti:

«Il trattamento degli elefanti nei circhi itineranti è una delle pratiche più crudeli ed è tempo di reagire per proteggere questi animali. Altre città seguiranno il nostro esempio e, a un certo punto, il divieto sarà universale per tutta lo stato.»

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Non solo maltrattamenti d’addestramento – non è nemmeno così automatico avvengano – ma anche condizioni di vita non compatibili con le necessità di un pachiderma, come il continuo spostamento da una parte all’altra del Paese via tir, con gabbie dalle ristrette dimensioni. Feld Entertainment, la società proprietaria del famoso circo Ringling Brothers, però rifiuta le accuse, sostenendo l’importanza degli elefanti per lo show. Queste le parole del portavoce Stephen Payne:

«Ammirare gli animali da vicino è una delle principali ragioni per cui le persone visitano il circo Ringling Brothers. Le organizzazioni per i diritti animali non vogliono alcuna interazione uomo-animale – punto – indipendentemente da come gli animali siano accuditi.»

Come andrà a finire? Lo si scoprirà nelle prossime settimane, quando la giunta si pronuncerà sull’opportunità del divieto.

11 gennaio 2013
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