La distorsione della caviglia è uno dei traumi più frequenti alle articolazioni: la sua diffusione è praticamente ubiquitaria nella popolazione, indipendentemente si faccia sport o si segua uno stile di vita più sedentario. Quali sono i sintomi principali, le possibili conseguenze e i rimedi naturali da applicare a livello domestico?

Prima di procedere con la trattazione, è bene sottolineare come una distorsione alla caviglia non debba mai essere sottovalutata, poiché sono diversi i gradi di intensità con cui il trauma può occorrere. Per questo motivo, è sempre consigliato richiedere un consiglio al proprio medico curante, nonché affidarsi a personale esperto.

Definizioni, cause e sintomi della distrosione alla caviglia

Per distorsione si intende normalmente un trauma all’apparato locomotore, che coinvolge muscoli, tendini e ossa più sporgenti. Per quanto riguarda la caviglia, solitamente si verifica uno stiramento o una lacerazione dei legamenti laterali, dovuti a un movimento improvviso e innaturale. Per questo è molto frequente il verificarsi durante la corsa o, più semplicemente, scendendo le scale: il punto d’appoggio del piede non è corretto, il peso del corpo viene trasferito in modo anomalo sulla caviglia, l’intera articolazione si piega di lato. A differenza della lussazione, dove le ossa si allontanano dalla loro sede, lo spostamento nella distorsione è momentaneo.

Normalmente, si identificano tre gradi del disturbo:

  • Primo grado, trauma lieve: è la forma più comune, comporta uno stiramento blando dei legamenti e tende a risolversi spontaneamente;
  • Secondo grado, trauma medio: lo stiramento ai legamenti è importante, ma non tale da determinare la loro rottura. Causa dolore intenso, gonfiore e spesso le conseguenze possono protrarsi per diverse settimane;
  • Terzo grado, trauma grave: si ha la rottura dei legamenti, con dolore molto intenso, gonfiore e la necessità dell’azione di un medico o di uno specialista. Può richiedere anche il sottoporsi a chirurgia.

I sintomi, sebbene possano manifestarsi in modalità diverse da soggetto a soggetto, comprendono gonfiore, edema esteso nell’area, dolore nei movimenti e difficoltà a poggiare il piede coinvolto a terra.

Distorsione alla caviglia: primo intervento e rimedi naturali

Come già accennato, la distorsione della caviglia può capitare a chiunque, anche a chi non fosse particolarmente incline all’attività fisica: non sono pochi, ad esempio, i casi documentati di trauma scendendo dal letto al risveglio. Verificatasi la problematica, è innanzitutto doveroso procedere con i consigli di primo soccorso.

La gamba coinvolta dovrà essere mantenuta a riposo, elevandola possibilmente per favorire il flusso di sangue e quindi il conseguente riassorbimento dell’edema. È perciò indicato applicare del ghiaccio, per circa tre ripetizioni al giorno, per contenere il dolore e limitare il gonfiore. Non bisogna però esagerare poiché, pur riducendo un fastidio anche intenso, il ghiaccio potrebbe rallentare il normale riassorbimento dell’edema. Infine, è utile far ricorso a bendaggi e fasce elastiche per comprimere e fornire supporto all’articolazione.

Superata la fase iniziale, quella dell’emergenza delle prime 24 ore, sarà necessario iniziare un percorso di educazione e riabilitazione dell’arto. La qualità e la velocità di questo processo dipenderanno dal grado della distorsione verificata, per questo il parere dell’esperto rimane imprescindibile. Il trattamento può includere della ginnastica passiva, come ad esempio programmi di elettrostimolazione tens, ma anche uno specifico piano di esercizi fisioterapici per abituare nuovamente il soggetto a poggiare il piede a terra, a mantenere l’equilibrio e a dosare in modo idoneo il carico di peso sull’articolazione. A questo scopo, molto raccomandate sembrano essere le pedane per il bilanciamento del corpo. Nei casi più dolorosi, il medico potrebbe anche prescrivere dei farmaci antinfiammatori e antidolorifici, nonché altri preparati per favorire la corretta circolazione del sangue nelle aree edematose.

Sul fronte dei rimedi naturali, sempre da somministrare in accordo con lo specialista di fiducia, sono normalmente indicate quelle piante dall’effetto sfiammante e lenitivo. Soprattutto a uso topico, si ricorre normalmente all’argilla verde da applicare in impacchi, ma anche alla crema di arnica e calendula. Qualora la caviglia fosse particolarmente arrossata o calda per via del trauma, anche l’aloe vera in gel può dare immediato sollievo. Per somministrazione orale, invece, si è soliti nominare ritrovati fitoterapici come l’artiglio del diavolo, ma l’assunzione deve essere consapevole e controllata poiché gli effetti collaterali e le possibili controindicazioni sono importanti e spesso gravi. Per aiutare l’organismo nella guarigione, nonché per sfruttare un effetto antinfiammatorio in tutto l’organismo, potrebbero essere di deciso aiuto zenzero, curcuma e boswellia. Si ricorda come nessuno di questi prodotti possa essere assunto in caso di ipersensibilità personali, storie di reazioni allergiche e senza la supervisione di un esperto.

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30 settembre 2014
I vostri commenti
Mauro, venerdì 28 agosto 2015 alle21:14 ha scritto: rispondi »

Egregi Dottori, mi chiamo Mauro, ho 31 anni e pratico arti marziali al livello agonistico dall'eta' di 7 anni. Premetto che prima dell'episodio che sto per enunciare non ebbi mai traumi alla caviglia. In data 9 agosto mentre passeggiavo con la mia ragazza, misi il piede destro male e incorsi in una distorsione sulla parte esterna della caviglia (credo che il termine tecnico sia inversione). Al momento dell'occorso non caddi a terra, riuscii a rimanere in equilibrio ma il punto tra la caviglia e il dorso del piede mi fece abbastanza male. Fortunatamente riuscii entro 2 minuti ad applicare del ghiaccio. La parte si gonfio' pochissimo ed a piccoli passetti riuscivo a camminare. Dopo circa 4 ore andai a casa, e solo allora, il dolore che fino a quel momento sembrava essesi pacato un po', torno' piu' forte ma non insopportabile. La mattina seguente camminavo zoppicando ma gia dopo 2 giorni riuscivo a camminare quasi normalmente senza provare quasi per nulla dolore, a patto di non portare il piede nella posizione nella quale era avvenuto l'infortunio. Per ragioni di lavoro dopo 2 giorni dall'infortunio dovetti partire per 5 giorni e purtroppo camminare parecchio. Tenevo a bada il gonfiore applicando piu' volte al giorno il ghiaccio. Qualche giorno dopo il ritorno, esattamente in data 24 Agosto, il primo momento libero avuto, andai a fare un'ecografia ed il risultato e' stato Distorsione di I/II grado del legamento peroneo astragalico anteriore. Il giorno dopo la diagnosi mi recai dall'ortopedico il quale, dopo avermi "rimproverato" per essere partito, guardando l'ecografia mi disse che avrei dovuto indossare una calza elastica compressiva, avrei potuto camminare normalmente e non caricare soltanto in quei particolari movimenti che mi provocavano il dolore, come ad esempio scendere le scale,etc. Inoltre mi consiglio di proseguire con ghiaccio e pomata all'arnica. Lei pensa che la terapia data sia corretta o dovrei fare/evitare qualcos'altro? Sono moralmente molto giu in quanto il 16 settembre ricominceranno gli allenamenti ed io quest'anno vorrei tanto prepararmi per l'ultimo campionato italiano della mia vita agonistica. E' plausibile dato il livello distorsivo, essere guarito in 2 settimane? Capisco che non visitandomi non puo' dare delle linee guida precise, ma qualunque cosa Lei possa dire in aggiunta, sarebbe una gran cosa per me. La ringrazio in anticipo per la disponibilita'!

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