È rimasto per secoli un animale misterioso, poiché gli incontri con l’uomo sono sempre stati ridotti e poco rivelatori dal punto di vista scientifico. Eppure il calamaro gigante ha sempre alimentato le fantasie di grandi e piccini, poiché essere enorme e spaventoso protagonista di leggende e romanzi. Finalmente la scienza ha potuto fare passi in avanti nella comprensione di questa incredibile creatura marina, eseguendo un’autopsia su un esemplare scovato qualche tempo fa in Antartide. Un evento unico, tanto che le operazioni sono state mandate in diretta streaming sul Web.

Il calamaro gigante, meglio definito come “calamaro colossale” date lunghezze fino ai 14 metri, è stato analizzato dagli scienziati del Te Papa Tongarewa in Nuova Zelanda, con la collaborazione di esperti dell’Università di Auckland e biologi marini dal tutto il mondo. L’esemplare è finito lo scorso anno per sbaglio in alcune reti da pesca, così si è pensato di non rendere la sua morte vana donando il suo corpo alla scienza. E quel che ha rivelato l’autopsia è davvero sorprendente, dal peso di ciascun arto alla presenza di ben tre cuori.

Lungo quasi 4 mesi e dal peso di 450 chili, le indagini hanno svelato innanzitutto come si trattasse di una femmina, poiché portatrice delle uova. Il corpo, perfettamente conservato, ha anche svelato una particolare struttura degli occhi che, per poter cogliere sufficiente luce sul fondo degli abissi marini, presentano una grandezza di addirittura 35 centimetri di diametro. Per garantire una corretta circolazione nell’imponente corpo – con i suoi 8 massicci tentacoli – come già accennato questa specie dispone di tre cuori, una caratteristica che raramente la scienza ha potuto verifica prima poiché non accade di frequente di aver a disposizione un esemplare perfettamente conservato.

Tutte le scoperte effettuate dal team di biologi verranno presto rese note in un’apposita libreria online, nel frattempo il live streaming dell’autopsia è stato un vero e proprio successo: più 370.000 persone si sono connesse alla diretta da ogni angolo del mondo. Di seguito l’intera registrazione, della durata complessiva di tre ore. Attenzione, però, perché alcune sequenze potrebbero turbare i lettori più sensibili.

18 settembre 2014
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