L’iter amministrativo per il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che elenca i cantieri che potranno partire per la difesa dal dissesto idrogeologico si è concluso. La Corte dei Conti ha dato il via libera e sono stati stanziati 654 milioni di euro per le prime 33 opere. Dopo la firma degli accordi di programma tra Stato e Regioni prevista per fine mese, i soldi saranno trasferiti nelle casse dei Commissari di Governo, individuati nei presidenti di Regione.

I principali interventi si concentreranno a Genova, dove con 260 milioni verrà realizzato il canale scolmatore e sarà fatto l’adeguamento idrico-strutturale del tratto terminale del torrente Bisagno; 95 milioni saranno destinati alla sistemazione del fiume Seveso a Milano; 16 alle opere di mitigazione a Olbia. Tutte città che negli ultimi anni hanno subito ripetutamente ingenti danni da alluvioni, ogni anno in condizioni simili e per le quali finora non è stato fatto praticamente nulla.

Le Regioni interessate dai primi 33 cantieri saranno quelle più a rischio: Veneto, Emilia Romagna, Sardegna, Liguria, Lombardia, Toscana e Abruzzo. Sarebbero però 132 i cantieri antiemergenza che compongono il Piano città metropolitane, il piano nazionale 2015-2020 per combattere il dissesto idrogeologico nelle città più a rischio: Genova, Olbia, Milano, Firenze, Padova, Pescara, Bologna e Venezia.

Dopo questa prima fase rimarrebbero dunque altre 99 opere, per un valore di 600 mila euro, che il Governo sta cercando di reperire. Ce ne sono poi altre 5, in Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Piemonte e Sicilia, che non hanno ancora una progettazione definita, ma sono comunque ritenute prioritarie e urgenti e potranno quindi accedere al fondo specifico creato per la progettazione.

I 33 cantieri però, pur avendo carattere esecutivo, e quindi potendo partire già da subito, non potranno cambiare la situazione da domani: il sito di #italiasicura, la struttura di missione messa in piedi dal Governo l’anno scorso in conseguenza di una serie di disastri che continuano a mettere periodicamente in ginocchio il nostro Paese, mette le mani avanti sui tempi di realizzazione delle suddette opere:

È comunque utile ribadire che la realizzazione di opere per la prevenzione del rischio idrogeologico non si misura in secondi, minuti e ore, ma richiede mesi e spesso anni di cantiere per ridurre il rischio che le nostre città si ritrovino a contare i danni di un’alluvione o, peggio ancora, a piangerne le vittime.

Il Decreto del Presidente del Consiglio è la conferma della scelta fatta da Palazzo Chigi di investire concretamente nella prevenzione dalle frane e dalle alluvioni, realizzando interventi strutturali mirati alla sicurezza dei cittadini.

20 ottobre 2015
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, martedì 20 ottobre 2015 alle20:34 ha scritto: rispondi »

Perbacco !! Galletti si è veramente "sprecato", peccato che per incidere seriamente ce ne vorrebbero almeno venti volte di più. Ma come dico sempre, meglio poco che niente.

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