Quando la politica non funziona, è proprio chi vive i territori, sempre più devastati da piogge incessanti che creano frane e alluvioni, che si muove per la tutela, il ripristino e il monitoraggio, ma soprattutto per passare dalle parole ai fatti.

Dopo la tremenda ennesima alluvione di Genova e di varie zone della Liguria, dopo anni in cui si vedono i devastanti effetti di un Paese con un elevato rischio idrogeologico e con elevate criticità del territorio che ne peggiorano le conseguenze, nasce la Coalizione per la prevenzione del rischio idrogeologico.

È stata costituita da associazioni ambientaliste e di categoria, dai Consigli nazionali degli ordini professionali, dalle associazioni degli imprenditori di settore, da sindaci, tecnici e ricercatori.

Il percorso era già iniziato nel 2013, per rispondere in modo adeguato e supplementare, alle numerose emergenze costate al nostro Paese, negli ultimi anni, ingenti danni e vittime.

L’obiettivo principale della Coalizione è quello di riportare tra le priorità politiche del nostro Paese una strategia generale di governo del territorio e delle acque e un’efficace politica di adattamento ai cambiamenti climatici per la mitigazione del rischio da frane e alluvioni, facendo rientrare le misure e gli interventi da mettere in atto nella logica multidisciplinare e sistemica della pianificazione di bacino, coerentemente con quanto previsto dalle direttive europee (acque, alluvioni e habitat), definendo altresì gli strumenti inequivocabili per la loro puntuale e conforme attuazione.

Così si sono espressi i rappresentanti della Coalizione, che hanno aggiunto:

Gli ultimi provvedimenti normativi però sembrano andare in direzione contraria, rispetto all’attuazione di una politica ordinaria di difesa del suolo in grado di coniugare tutela dell’ambiente e riduzione del rischio idrogeologico. Il cosiddetto “Decreto sblocca Italia” si orienta diversamente da quanto è auspicabile, esautorando le comunità locali e altri soggetti da una partecipazione attiva rispetto ad opere che riguardano il proprio territorio o quello da esse amministrato.

Ecco le proposte della Coalizione per agire nell’immediato:

  • Definire con più chiarezza il ruolo delle Autorità di Bacino Distrettuali, che devono essere costituite con urgenza e dotate delle necessarie risorse umane e finanziarie;
  • Abolire la figura dei Commissari straordinari, per costruire concrete politiche di mitigazione che coinvolgano i territori;
  • Approvare in tempi brevi la legge sul Consumo di suolo, che sia regolamentata così da diffondere la cultura della riqualificazione e dei servizi ecosistemici nel rapporto aree urbane-aree rurali;
  • Avere a disposizione risorse sufficienti e non bloccate, il cui utilizzo possa seguire regole di trasparenza e che permetta un’attenta valutazione dell’efficacia ambientale degli interventi.

Le proposte, raccolte nel documento “Prevenzione e mitigazione del rischio, le priorità per il governo del Paese”, saranno presentate durante un incontro che è stato chiesto dalla Coalizione, con il governo, il Ministro all’Ambiente Gian Luca Galletti e con il coordinatore della campagna #Italia sicura, Erasmo D’Angelis.

Nel frattempo verranno promosse varie iniziative nazionali e locali, soprattutto nei territori colpiti, per partire da formazione e informazione, e arrivare a un coinvolgimento massivo che possa rendere più efficace, veloce e completo, l’intervento dello Stato.

Tra i membri della Coalizione Legambiente, Coldiretti, Consiglio nazionale dei geologi, WWF, Touring Club Italiano, Slow Food Italia, Federparchi, FAI, Lipu, CAI e AIAB.

15 ottobre 2014
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